EDITORIALE  
    di Angelo Romano    
    LE MACCHINE DEL FUMO    
   
Se il sistema italiano è quello che è, lo dobbiamo alla Costituzione, nel bene (poco) e nel male. Analogamente è dai vertici delle istituzioni che partono molte delle discrasie quotidiane che affliggono la vita italiana. Lo comprova il recente scandalo che tocca i vertici della magistratura e che dimostra, ormai senza ombra di dubbio, che la giustizia ad orologeria esiste e che i magistrati non sono diversi dalla media degli italiani, condividendone vizi e virtù, coperti però dal privilegio di non pagare se sbagliano. E che dire dell'invisibile "partito del Colle"? Delle esternazioni improvvide del Presidente della Camera e di quelle ancora più improvvide di alcuni ministri?
Tutto in Italia sembra essere avvolto da una coltre di nebbia pervasiva che rende sfumato ogni contorno e ruolo, che confonde ed ottunde la vista, che rende irriconoscibile ogni certezza.
Per cui accade che la politica produce confusi compromessi e norme incomprensibili, pasticciate e largamente interpretabili, per cui accade che i magistrati, investiti di un potere che non è il loro, si facciano interpreti della legge, a volte a loro piacimento, per cui accade che i governi non siano in grado di assumere decisioni chiare e nette ma che ricorrano a provvedimenti che abbisognano di ulteriori decine, quando non centinaia, di ulteriori provvedimenti "delega". E accade anche che i cittadini si sentano smarriti, incerti e sempre più arrabbiati.
Il Ministro dell'Interno, col favore di larga parte dei cittadini, dichiara chiuse le frontiere ed i porti ai clandestini, ma la Guardia Costiera afferma, per bocca del suo Comandante, che essa esiste per salvare vite in mare, qualche magistrato opera sequestri di favore a navi di Ong disubbidienti, qualche altro indaga il Ministro e qualche ardito, finanziato dai nemici del Ministro, arma navi per traghettare immigrati.
Negli storici cantieri navali di Castellammare di Stabia si vara la più grande e moderna nave della Marina militare, la Trieste. Ma subito se ne snaturano le funzioni militari descrivendola come un'unità collaborativa con la Protezione civile. Come se le Forze armate non fossero sempre state in prima fila in caso di calamità. E' la nebbia che si alza anche sulle cose più semplici e nette. Nulla deve mai essere quello che è.
Non la Presidenza della Repubblica, le cui prerogative apparentemente sfumate, la rendono all'occorrenza un formidabile attore politico, come ha dimostrato "Re Giorgio". Non il governo che, nonostante sia oggi nella pienezza dei suoi poteri, non ha poteri sufficienti per via della sua "collegialità", tanto che qualcuno tifa e lavora sottobanco per un nuovo governo tecnico a guida Draghi. Non il Parlamento che, nonostante l'assenza di vincolo di mandato dei parlamentari, è sempre meno libero di scegliere e sempre più ostaggio della paura di elezioni anticipate. Non il potere giudiziario che ha fatto della sua autonomia lo scudo perfetto per tutelare i suoi privilegi, come il recente aumento delle ferie per tutti, nonostante gli stipendi più alti d'Europa e gli intollerabili arretrati.
E che dire delle decine di costosissime Autorità, cosiddette indipendenti, anche se nominate dal potere politico, che fanno gioco d'interdizione quando lo ritengono necessario, vedi le recenti critiche dell'Autorità anticorruzione al decreto "sblocca cantieri", tutte giuridicamente motivate sul presupposto che l'occasione fa sempre l'uomo ladro.
E che dire dei mezzi di comunicazione di massa? Delle vere e proprie macchine del fumo il cui solo scopo non sembra essere informare ma educare, eccezion fatta per Radio radicale, per ora salva grazie alla Lega, che a modo suo pure fa pedagogia sociale, ma lo fa separando fatti e opinioni.
E i cittadini, avvolti nelle nebbie perenni, stanno a guardare ed a subire. Subiscono la burocrazia oppressiva, la pressione fiscale intollerabile, le inefficienze e gli errori, la mancanza di lavoro e di opportunità, gli svarioni nella cosiddetta programmazione, vedi la penuria di medici, la cattiva amministrazione dei territori, i Masaniello che sempre si fanno avanti per carpirne la buona fede. Subiscono inermi senza comprendere che il solo vento capace di spazzare le nebbie è quello delle riforme, a partire da quella di una Costituzione divenuta inadeguata.
   
     
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