EDITORIALE  
    di Angelo Romano    
 
    IL PATRIOTA INSODDISFATTO    
   
Perché un pensiero cambi il mondo, bisogna che cambi prima la vita di colui che lo esprime. Che cambi in esempio (Camus, Taccuini).
Io mi ribello, dunque esisto (Camus).
La rivoluzione consiste nell'amare un uomo che ancora non esiste (Camus).

"L'Italia è quella strana nazione dove ti mettono i codici identificativi sui sacchetti della spazzatura per multarti se butti un pezzo di carta nel sacco della plastica... ma permettono a migliaia di rom di vivere in campi abusivi dove buttano nei fossi la loro spazzatura. L'italia è quella strana nazione dove ti multano se regali un panino a un senzatetto senza aver fatto lo scontrino... ma permettono a venditori abusivi di vendere le loro merci taroccate agli angoli delle strade. L'Italia è quella strana nazione dove ti multano se dove c'è il limite di 50 kmh vai a 51 kmh... ma permette a chi ha targa straniera di andare e fare quel cazzo che gli pare. L'italia è quella strana nazione che se un militare delle forze dell'ordine arresta un violento in modo violento... viene indagato per violenza. L'Italia è quella strana nazione che mette il divieto di accendere le stufe a legna per non aumentare l'inquinamento atmosferico... ma permette ai rom di fare falò con i copertoni delle ruote per pulire il rame. L'Italia è quello strana nazione dove per comprarti una casa devi farti un mutuo di 30 anni... ma poi permette ad occupanti abusivi di occuparti la casa e cambiare le serrature. L'italia è quella strana nazione dove i giudici condannano i proprietari di casa a rimborsare i rapinatori se questi vengono morsicati dal cane in giardino. L'italia è quella strana nazione dove dopo innumerevoli casi dove maestre d'asilo picchiano i bimbi... non si possono mettere telecamere di controllo perché ledono la privacy. L'italia è quella strana nazione dove i giudici diminuiscono la pena a un assassino perché 48 coltellate non sono sinonimo di crudeltà. L'italia è quella strana nazione che sfratta una nonnina terremotata perché per la sua casetta manca un documento... ma permette a chiunque di occupare e vivere in aziende capannoni ed edifici, dando origine a ulteriori comunità degradanti e malsane. L'Italia è quella strana nazione in cui molti milionari al governo, con pensioni da trentamila euro al mese, ordinano al popolo di tirare la cinghia, fare sacrifici e morire lavorando fino alla fine. Si potrebbe andare avanti per ore, ma la musica è sempre la stessa...". Per me l'Italia è quel paese dove tutti si lamentano, tutti puntano il dito ma non fanno realmente niente per cambiare e riprendere ad essere ciò che eravamo... e che, forse non siamo più o non siamo mai stati (da Facebook, anonimo).


Amo l'Italia per quel che non è, per quello che non riesce ad essere e questo fa di me un patriota senza gioia né fierezza.
Mi piacerebbe una Costituzione nuova e diversa, quella che abbiamo mostra tutti i segni dell'età e determina buona parte delle tante e stridenti contraddizioni sistemiche, vorrei una giustizia rapida ed efficiente amministrata da giudici eletti e non da una casta di funzionari privilegiati dello stato. Gradirei poche e chiare norme, comprensibili anche da un cittadino che ha fatto solo la scuola dell'obbligo, meno leggine e astrusi regolamenti, meno burocrazia, meno autorità "indipendenti", meno commissari, un minor numero di istituzioni spesso confliggenti.
Vorrei un Paese che non vada africanizzandosi di più ogni anno che passa, sia climaticamente che demograficamente. Vorrei che chi ci governa si chiedesse il perché delle cose, che si chiedesse, ad esempio, la ragione per cui le strade sono piene di veicoli con targhe estere e capisse che non è la furbizia a farle fiorire ma l'ingiustizia di tariffe assicurative che penalizzano e discriminano i conducenti onesti solo per il fatto che risiedono in alcune zone piuttosto che in altre, in barba anche al principio di uguaglianza.
Mi piacerebbe che chi ci governa, come un buon padre di famiglia, si affannasse a contenere il debito pubblico anziché aumentarlo. Vorrei che chi si occupa di istruzione conoscesse la "teoria delle code" e capisse una buona volta che non si può tarare l'apprendimento medio dei giovani alla velocità dei meno dotati, che chi si occupa di sanità metabolizzasse l'assurdità di avere tante sanità quante sono le regioni, eppure se c'è una competenza che dovrebbe essere nazionale è proprio quella sulla salute, vorrei ancora che si occupa di difesa avesse un sussulto ed un moto di stizza alle parole del Presidente Usa contro la costituzione di un esercito europeo e che chi si occupa di giustizia avesse la sensibilità di mostrarsi autonomo dai voleri di alcuni magistrati e che non vaneggiasse di processi infiniti capendo, o almeno intuendo, che disgrazia immane sia per un cittadino rimanere invischiato nelle maglie dell'ingiustizia, Berlusconi, nonostante tutto, docet.
Vorrei che il Sud, pur con la recente "conversione" nazionale della Lega, non fosse più un'appendice del nord, un mero mercato marginale di sbocco, mi piacerebbe che si riscattasse agli occhi della storia e di sé stesso.
Mi piacerebbe che il Presidente della Repubblica facesse pubblica autocritica per essersi rifiutato di conferire un mandato esplorativo a Matteo Salvini e per averci regalato il "governo del cambiamento", un ibrido connubio tra forze del no a priori e del sì facile, malgrado gli evidenti ostacoli.
Ed ancora mi piacerebbe che esistesse una Destra degna di questo nome. Non funzionale agli interessi di un magnate, non familistica, non ottusamente affascinata da proclami decisionisti, ma critica, colta, sociale e solidale, in sintonia col futuro per determinarne gli assetti.
Insomma vorrei un'Italia autorevole, sicura, organizzata, operosa, innovativa. In altre parole un'Italia come fu quella dei primi anni '30 del '900, depurata da alcuni difetti del Fascismo.
   
     
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