EDITORIALE  
    di Angelo Romano    
 
    LA VITA IN PIAZZA    
   
L'imbonimento è arte assai antica. Da che mondo è mondo e da che storia è storia - per gran parte scritta da imbonitori vittoriosi - si è sempre cercato, da chi ne aveva interesse, di orientare, con metodi più o meno leciti, gli umori del popolo per il conseguimento più agevole dei propri fini.
La corruzione, l'interpretazione di parte di una presunta volontà superiore o divina, la calunnia, il dileggio, il tradimento, la propaganda, l'ipocrisia, le false notizie e le false verità, il sobillamento e l'incitazione all'odio, la minimizzazione delle proprie responsabilità e l'amplificazione di quelle altrui, la tendenziosità, il sistematico ri-velamento della verità, le false comunicazioni, l'adulazione e le promozioni strumentali, la rimozione della memoria costituiscono il perenne armamentario dell'imbonimento.
"Panem et circenses" erano il modo più rozzo per orientare la plebe di Roma, ma l'oratoria sofistica era lo strumento più sofisticato: "Ma Bruto è uomo d'onore...". Per non parlare dei metodi usati per alimentare la "fabbrica degli imperatori" nel basso impero.
Tuttavia la storia ci offre un limpido esempio dell'utilizzo coordinato di tutti gli strumenti sopraelencati: l'unità d'Italia.
Cavour ed i Savoia, con il beneplacito della Francia e della solita Inghilterra, beneplacito pagato con la cessione di Nizza e Savoia e con la guerra di Crimea, misero in piedi una strategia di annessione degli altri regni italiani, in particolare di quello delle Due Sicilie, fondata, più che sulla forza delle armi, sul sapiente utilizzo del tradimento, delle false verità e della propaganda, della corruzione, dell'incitazione all'odio, della falsificazione della verità, della corruzione e poi della cancellazione della memoria e dell’espianto della migliore cultura di impresa.
Tant'è che nel Senato Sabaudo preunitario un terzo dei senatori erano stati alti ranghi dei regni successivamente annessi, ossia traditori delle loro rispettive patrie, promossi - per convenienza - al rango di patrioti.
Altro che armi chimiche di Saddam, Novichock (che non è un cioccolato italiano) della May, "primavere arabe", "esportazione della democrazia" o Cambridge Analytica.
Comunque nessuno scandalo. E' la logica del potere che anima la politica (e molte azioni umane) a prescindere dai sistemi di governo. Come dimostra, fulgidamente, la recente evoluzione politica della Turchia, passata da un assetto cosiddetto democratico ad un regime dittatoriale di fatto. Ma anche la situazione siriana non è altro che un esercizio per la conservazione del potere e l’avvento dell’Isis è un tentativo per accaparrarselo.
Si è dimostrato stupore planetario per la recente vicenda Facebook - Cambridge Analytica. Come se il cosiddetto "marketing politico" non fosse da decenni una consolidata branca del marketing commerciale. Come se fosse una novità la comunicazione personalizzata resa possibile dalle attuali tecnologie.
Prima si definiva il target, ossia il pubblico in obiettivo, e si valutava quale mix di mass-media offriva la sua migliore copertura (a volte passando anche per la comunicazione subliminale).
Oggi si tara direttamente il messaggio sul singolo destinatario finale e non c'è privacy che tenga nel villaggio globale perché l'esposizione è altrettanto globale: la videosorveglianza ci controlla h24, gli apparati mobili emettono costantemente tracce del nostro dna digitale ben più copiose di quelle organiche, per non parlare di Echelon e degli apparati spia.
E' il sacrificio da offrire sull'altare della civiltà tecnologica e globalizzata con pochi ideali e scarsi valori.
Sta alla maturità dei singoli, alla loro consapevolezza abboccare o meno, farsi condizionare o suggestionare o meno, essere guardinghi.
E chi è davvero maturo e consapevole, sia esso individuo o popolo (nella sua media), non sarà mai preda di alcuna strumentalizzazione, sarà in grado di interpretare autonomamente la realtà e di scegliere “libera-mente”, mai il suo voto sarà condizionabile, mai la sua libertà conculcabile, se davvero si crede nella democrazia senza voler ergersi a educatori del popolo.
   
     
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