EDITORIALE  
    di Angelo Romano    
    MEGLIO PERDERLO...    
   
Senza scomodare Spengler, questo Occidente, malato allo stadio terminale, è meglio perderlo. Non ha nulla delle civiltà degne di questo nome e, nel tempo, è diventato solo il mantello dell'americanismo più deleterio.
Un mantello per coprire l'inanità della debole Europa, un mantello sotto cui nascondere le malefatte del capitalismo più bieco, dell'imperialismo più sfacciato, del mercantilismo più esasperato, dell'egoismo elevato a sistema. Anche il pietoso mantello per nascondere i madornali errori della politica statunitense: bomba atomica, guerra fredda, corsa agli armamenti ed equilibrio del terrore, conflitti inutili quanto disastrosi: Vietnam, Libia, Iraq, Afganistan, esportazione della democrazia e guerre commerciali, deleterie ingerenze nel Centro e Sudamerica e non solo, via libera alla Cina, nanismo europeo, ideologia gender e censura di libri, fumetti, fiabe e comportamenti... Eppure, mai come oggi - guardando ad Oriente - un'Europa militarmente e politicamente forte sarebbe necessaria, come un Giappone non disarmato.
Si salva qualche progresso tecnologico innescato grazie a due fattori principali: l'amore per l'innovazione, proprio degli americani, e la razzia dei cervelli e delle competenze dei tedeschi prima, alla fine dell'ultima guerra mondiale, e di ogni altro popolo poi, grazie al potere attrattivo del dollaro e del "sogno americano"...
Il mondo così com'é e l'Occidente con esso, ci piaccia o meno, è stato plasmato in larga misura dagli Stati Uniti e dai suoi "cow-boy". I modelli culturali, quelli relazionali e di comunicazione, il sistema economico, le relazioni internazionali, la gerarchia dei valori ed il "politicamente corretto", Internet, il Gps ed i social media portano l'imprinting statunitense. Come pure la cattiva salute del pianeta provata da un consumismo esasperato, dall'"usa e getta" fattosi sistema di vita.
Per poter scrivere la Storia ventura occorrerà essere vincitori e l'Europa, l'antico crogiolo di civiltà, è oggi perdente, marginale... Nuovi protagonisti si intravedono sullo scenario: Cina, India: forza dei numeri, dinamismo, sangue antico e raffinate abilità. Brama e Confucio si metteranno insieme, in barba alle tecnologie distruttive, per dettare le nuove regole, per determinare un nuovo Ordine e come dice una vecchia canzone: "Noi non ci saremo".
   
         
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