EDITORIALE  
    di Angelo Romano    
    ALLE SORGENTI DEL VIZIO    
   
Alla radice del fondamentalismo c'è sempre una connessione con l'idea di divino e del potere che deriverebbe agli interpreti autentici di tale idea: il Dio vendicativo e intransigente dell'antico testamento con i corollari del demoniaco e dell'eresia, l'Allah di un Corano che non evolve, la dea ragione di certo giacobinismo, il ritenersi dèi incarnati come è accaduto ed accade in alcune monarchie e dittature, far assurgere i dettami di un'ideologia a verità assolute e indiscutibili come nei comunismi ed in certi fascismi, assimilare la gestione del potere ad un "totem" regolatore di ogni vita, come accade in Cina ed in alcune nazioni dell'Africa.
La divinità è l'utero nel quale germina e cresce il fondamentalismo.
L'odio contro gli ebrei trova la più lontana delle sue origini nell'aver fatto crocifiggere il figlio di Dio, le persecuzioni di Roma contro i cristiani nacquero perché la "supertizio", ossia l'eccessivo timore verso gli dei, era fonte di sospetto e disordini, andava quindi proibita come era già stato per il druidismo ed il culto di Iside e le successive persecuzioni dei cristiani contro i pagani furono giustificate dall'eresia, rispetto ad una religione ormai divenuta di stato.
Tutti i sedicenti "assoluti": religioni, diritto divino, idelogie totalizzanti sono state fonti di persecuzioni, di ingiustizie, di violenza e di morte fin dalla notte dei tempi. Eppure tutte hanno predicato in qualche forma amore, bene comune, compassione e custodia di una presunta verità sempre da opporre ad altre presunte verità.
E se l'infallibilità del Papa cristiano è una ed unica, non così per i fedeli del Corano tra i cui seguaci vi è una pletora di interpreti "patentati", ciascuno con una sua "infallibilità" che ha effetto su una specifica cerchia di fedeli e forte ascendente nella lotta agli infedeli che vanno colpiti, senza compassione, anche e soprattutto in luoghi simbolo come i mercatini del Natale.
Dal credere ciecamente, dalla fede incrollabile in un "verbo" religioso o ideologico che sia, nasce il fanatismo, l'obbedienza "cieca, pronta e assoluta" che, quando scientemente strumentalizzata, non si arresta di fronte a nulla, a nessun abominio, ad alcuna strage di "infedeli".
Nell'opulento, pigro e decadente Occidente un dio, vecchio e nuovo allo stesso tempo, va facendosi spazio inesorabilmente: il denaro. Non a caso gli Stati Uniti sorsero per un problema di tasse e per la stessa ragione nacquero i parlamenti e, quindi, l’avvento delle cosiddette democrazie..
La ricchezza deificata non promette gioie ultramondane, ma felicità e benessere su questa terra sia pure, nei fatti, secondo la vecchia regola:” molti i chiamati, pochi gli eletti”.
Le sue tavole sono le leggi di mercato, i suoi ministri i signori della finanza. Ma si tratta di una felicità per pochi, sempre più pochi man mano che aumentano le loro sterminate ricchezze, non importa se per accumularle si crei povertà e miseria per le masse e che il pianeta rischi di diventare sterile in poco tempo.
L’avidità ha soppiantato la coscienza. E dove questa resiste si usa la propaganda per fiaccarla il cui cavallo di battaglia si chiama tolleranza.
Questa, come la compassione delle religioni, postula l’accettazione acritica dell’altro, anche se “brutto e cattivo”, l'abbattimento dei confini, la diluizione delle identità, il livellamento delle specificità nel nome del dio mercato i cui servitori non sono fanaticamente dissimili da ogni altro fanatico.
Chi sbaglia, chi si indebita troppo, chi non rispetta il mercato, chi si preoccupa oltre il lecito della socialità e del benessere collettivo, chi non ha i conti in ordine va punito con le sofferenze inflitte ai popoli. E questo genera altri fanatismi come il neo giacobinismo pauperista, come coloro che si oppongono - novelli luddisti - a qualunque cambiamento o innovazione, come quanti, col cuore verde mela, pensano che per salvare il pianeta occorre fermare qualunque progresso umano.
Eppure, persino nei chiusi templi dove si predica la tolleranza come strumento per realizzare "libertà, uguaglianza e fratellanza", si prescrive di scavare profonde ed oscure prigioni al Vizio.
   
     
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