EUROPA  
    di Lino Lavorgna    
       
    ITINERARI EUROPEI    
   
Agosto, per tradizione, è il mese che registra la maggiore affluenza di vacanzieri nelle zone costiere e vede le spiagge brulicare di ombrelloni. Ciò vuol dire autostrade molto meno trafficate rispetto agli altri mesi e città semideserte. L'ideale, quindi, per chi volesse concedersi un car-tour nel nostro continente, alla scoperta di luoghi fascinosi e suggestivi, al di fuori dei circuiti più gettonati proposti dai tour-operator. Il car-tour organizzato in proprio, ovviamente, può essere strutturato anche in forma allargata, con un pullman che accolga un nutrito gruppo di partecipanti: si spende di meno, non ci si stanca per la guida e ci si diverte di più se si ama stare in compagnia.
Gli itinerari sono davvero infiniti e per tutti i gusti. Ne propongo uno tra i tanti che mi hanno offerto magiche emozioni. Il programma prevede quindici giorni di vacanza, da sabato a sabato, suddivisi nelle varie tappe. Va da sé che ciascuno, può modificarlo a proprio piacimento, accorciando o allungando la permanenza in un dato posto, anche in funzione della disponibilità degli alberghi nel periodo prescelto. Le partenze sono state tutte programmate alle otto, in modo da giungere alla tappa successiva non oltre le undici. Non in tutti gli alberghi, pertanto, sarà possibile accedere subito alle camere, ma tutti consentiranno di depositare i bagagli in modo da sfruttare la parte restante della mattinata per la prima escursione cittadina.
La base di partenza è Como, stabilita precipuamente per chi provenisse dal Centro e dal Sud, in modo da soggiornare prima della partenza in una città che offra particolari attrattive. Va da sé che chi vive nel Nord-Est troverà più agevole raggiungere Sils Maria direttamente dalla propria abitazione; chi vive nel Nord-Ovest, invece, deve anticipare la partenza all'alba, se vuole giungere in tarda mattinata. Chi non fosse attratto, poi, dalla bellezza di Como e fosse solo interessato a guadagnare tempo, può prendere in considerazione la partenza da Sondrio, che dista solo novanta chilometri da Sils Maria. Si perde, però, tutto il fascino rappresentato dal tragitto Lecco-Piantedo, che costeggia il lato orientale del lago di Como.

1° GIORNO, SABATO: COMO - SILS MARIA, 135 KM. PARTENZA ORE 08,00; ARRIVO 10,30. (Due pernottamenti)
L'alta Engadina è famosa precipuamente per St. Moritz, rinomata stazione di turismo invernale, che però accoglie frotte di turisti in qualsiasi stagione dell'anno. Milioni di persone l'hanno visitata, magari più volte, perdendosi la magia dei luoghi vicini, capaci di offrire emozioni e sensazioni molto più pregnanti di quelle assicurate dallo sciocco sfoggio di attrezzature sciistiche degne di un campione olimpionico, quando non di veri babbei dello sperpero. (Qualche anno fa, nella modesta Roccaraso, vidi una coppia di "parvenu", arricchitisi con una mini-catena di negozi di abbigliamento, sfoggiare un set Lacroix Courchevel da 50mila euro, ovviamente abbinato ad accessori super griffati. Li vidi solo il primo giorno, però, perché il boy che voleva imitare Alberto Tomba si spezzò una gamba alla prima discesa).
Sils Maria (Sils im Engadin) è poco più di un villaggio, ubicato sulla sponda sinistra del fiume Inn, tra i laghi di Sils e Silvaplana. La magica atmosfera dei luoghi ha indotto gli operatori turistici a utilizzare la scala Bovis per quantificare le vibrazioni sottili emanate dal territorio e dalle persone che con esso interagiscono, evidenziando i risultati di gran lunga superiori alla norma e quindi forieri di una straordinaria rigenerazione fisica e mentale.
Nietzsche si recò a Sils Maria per la prima volta nel 1881 e abitò nella casa che oggi porta il suo nome, allora di proprietà della famiglia Durisch. A partire dal 1883 vi ritornò ogni anno, fino al 1888. La casa è oggi un mini-museo dedicato al grande pensatore e raccoglie fotografie, documenti, manoscritti, lettere e tutte le sue opere, alcune delle quali firmate. Spesso nella casa si organizzano eventi e mostre; nel mese di agosto non ne sono previsti, ma la città (insieme con altre limitrofe) ospita fino al giorno undici la 78^ edizione dell'Engadin Festival, con la partecipazione d'importanti orchestre di musica classica e rinomati solisti. Per gli amanti del Jazz, dal 17 al 19 agosto, a Celerina, altro incantevole sito distante solo tredici chilometri, si terrà la "Celerina New Orleans Jazz Festival", che accoglie le star del Jazz internazionale.
Non mancano, ovviamente, eventi sportivi quali la "Bike maratona" (25 agosto) e la "corsa dell'estate" (19 agosto), considerata tra le più belle al mondo, in uno scenario mozzafiato lungo 25 km, che si dipana tra sfondi alpini e paesaggi lacustri. Seppure questo programma è stato concepito per il mese di agosto, è bene precisare che il mese ideale per visitare l'Alta Engadina è settembre.
Dal 16 al 22 si terrà la 14^ edizione di "RISONANZE", festival internazionale della cultura, che prevede escursioni organizzate nei principali luoghi della zona e delle valli laterali e, di sera, negli alberghi Waldhaus ed Edelsweiss, nonché nella Chiesa aperta (Offene Kirche), concerti di musica da camera eseguiti da rinomati artisti, magici pezzi teatrali, film poetici. Dal 27 al 30 settembre, infine, presso l'Hotel Waldhaus si terrà il "Colloquio su Nietzsche", che consente una lettura del pensiero nicciano ad ampio spettro grazie alle relazioni di ricercatori di fama internazionale.
Al di là degli eventi culturali, però, settembre è il mese ideale per vedere uno dei fenomeni naturali, in questo caso meteorologico, più suggestivi al mondo: il serpente del Maloja.
Per rendere l'idea, la visione di questo fenomeno è molto più emozionante dell'aurora boreale. Il passo del Maloja (in italiano noto come Maloggia), è il valico che si trova otto chilometri a sud-est di Sils, non lontano dalla sponda sud dell'omonimo lago e dalle sorgenti del fiume Inn. Con l'avvento dell'autunno, l'aria umida che dalla sottostante Val Bregaglia sale verso il Maloja, si trasforma in dense nubi che si snodano nel passo, contenute dalle alte pareti contrapposte, e avanzano lentamente, assumendo la forma di un gigantesco serpente. Il fenomeno diventa ancora più spettacolare quando viene irradiato dal sole, che genera fantastici giochi di luci.
Su YouTube sono facilmente reperibili numerosi video del fenomeno. Il più importante è il documentario di Arnold Fanck, "Das Wolkenphänomen von Maloja", del 1924. Prima di recarsi in Engadina è opportuno vedere anche il film "Sils Maria", diretto da Olivier Assayas e interpretato da quelle straordinarie forze della natura che rispondono al nome di Juliette Binoche e Kristen Stewart, che ripropone ampi scorci paesaggistici della zona nonché alcuni stralci del documentario di Fank.

TERZO GIORNO, LUNEDÍ: SILS MARIA-COSTANZA, 215 KM. PARTENZA ORE 8; ARRIVO ORE 11. (Due pernottamenti)
Costanza sorge sull'omonimo lago, che accoglie il fiume Reno nel settore sud-orientale per poi lasciarlo "scorrere" (la parola "Reno" ha una matrice celtica e vuol dire proprio "scorrere"), dal lato più occidentale, verso Basilea, dopo aver dato corpo alle imponenti cascate che portano il suo nome (Rheinfall).
E' bella Costanza, benedetta anche da un clima mediamente più caldo e temperato di altri luoghi che gravitano nella stessa latitudine; se si è fortunati, soprattutto nei mesi estivi, si riesce anche a scampare alle frequenti piogge. E' gioviale e piena di vita, Costanza, come lo sono tutte le città universitarie del mondo. La sua, manco a dirlo, è tra quelle d'eccellenza e accoglie ben 11mila studenti, su 81mila abitanti. E' fortunata Costanza: la sua posizione, sul confine con la Svizzera, le risparmiò i bombardamenti durante l'ultimo conflitto mondiale, lasciando intatti gli stupendi edifici medievali, a cominciare dalla millenaria cattedrale, la cui origine risale agli inizi del VII secolo, teatro dei riti religiosi durante il famoso Concilio (1414-1418) che pose fine allo Scisma d'Occidente. I lavori del Concilio, invece, si tennero nel Konzilgebäude, ossia i grandi magazzini utilizzati come stoccaggio delle merci che transitavano nel porto, sul lungolago. All'entrata del porto vi è la statua di Imperia, la prostituta che regge nelle mani il re e il Papa, entrambi nudi, alludendo al "lato carnale" del Concilio.
Una pietra commemorativa, circondata da fiori, è visibile nel posto in cui fu bruciato vivo il riformatore boemo Jan Hus, che anticipò di un secolo Lutero nelle contestazioni alla Chiesa. Dal porto di Costanza partono traghetti e barche per le escursioni sul lago e per le isole di Mainau e di Reichenau, che ogni essere umano dovrebbe vedere almeno una volta nella vita. Torri ed edifici da visitare abbondano e qui basti ricordare la "Rheintormturm", che segna il punto in cui il Reno lascia il lago e inizia il viaggio avventuroso lungo un percorso nel quale la storia si confonde con il mito e la leggenda.

QUINTO GIORNO, MERCOLEDÍ: "Da lago a lago" - COSTANZA - LA TENE, 214 KM. PARTENZA ORE 08:00; ARRIVO 10,30. (Due pernottamenti).
Mettete nel bagagliaio gli orrendi CD che diffondono rumore e note stonate; le canzoni insulse di pseudo cantanti che ragliano o blaterano; le orribili filastrocche di rapper improvvisati, strafelici di trovare tanti stolti, avvelenati dalle miserie di un mondo in dissoluzione, che consentono loro di sentirsi artisti e di vivere nel lusso sfrenato.
Accantonate tutto ciò e preparatevi a un viaggio nel tempo, verso una meta che, per tanti, è anche un viaggio alla scoperta delle radici più lontane. Un viaggio mistico, quindi, che necessita dell'unica musica capace di creare un'atmosfera ideale in talune circostanze: la musica celtica.
E' ancora accesa la lotta tra gli studiosi che si occupano degli indoeuropei, in particolare per quanto concerne la loro provenienza. Personalmente propendo per la Teoria kurganica, che disegna in modo armonico e lineare il flusso migratorio dalle steppe pontico-caspiche, a partire dal 4400 A.C. Indoerupei erano i Germani, l'insieme dei popoli che si diffuse dalla Scandinavia alla Pannonia. Indoerupoei erano i Celti, che s'installarono in vaste zone dell'Europa centrale, in Gallia, nella Penisola Iberica, nelle Isole Britanniche, nella Pannonia (prima che giungessero i Longobardi dalla Scandinavia, con i quali poi si fusero), nel Nord Italia, in Anatolia.
I due insediamenti più antichi di quest'ultimo popolo riguardano l'Austria e la Svizzera. La "cultura di Hallstatt", dal nome della cittadina nei pressi di Salisburgo nella quale è stato rinvenuto il sito principale, si sviluppò dal 1200 al 500 A.C. Sul fiabesco lago di Neuchâtel, invece, a partire dal VI secolo A.C., si plasmò la cultura di La Tène, grazie all'impulso assicurato dall'estensione degli insediamenti nell'area di Hallstatt.
La visita al sito archeologico non è comparabile a quella di altre visite analoghe, proprio per quel fascino misterioso emanato da un popolo per certi versi avvolto ancora nel mistero. Nel sito si possono ammirare armi e utensili, perfettamente conservati grazie all'ambiente umido che ne ha preservato i materiali organici. Numerose le monete, anche in oro, e ovviamente i resti umani e di animali (cavalli, bovini, maiali, pecore, capre, cani). Si dice che il retaggio ancestrale di coloro nelle cui vene scorra sangue celtico percepisca il contatto con le radici e mandi segnali inequivocabili alla mente.
Il villaggio di La Téne conta meno di 5000 abitanti e non è facile reperire posti letto. Il soggiorno ideale, pertanto, si può reperire nella vicina Neuchâtel, punto di partenza per visitare gli altri siti disseminati sulle sponde del lago, in uno scenario d'incommensurabile bellezza, unico al mondo.

SETTIMO GIORNO, VENERDÍ: LA TÉNE - BESANCON, 113 KM. PARTENZA ORE 08:00; ARRIVO 10,00. (Un pernottamento).
Besancon, l'antica Vesonzione celtica, era uno dei principali "oppida" ai tempi della conquista romana. Il fiume Doubs, che la circonda, le conferisce la suggestiva forma a meandro. Le antiche vestigia sono visibili nel quartiere Battant. Vicino alla Cattedrale di Saint-Jean, che fonde neogotico e barocco e merita un'accurata visita non fosse altro per ammirare lo stupendo orologio astronomico, è ubicata "La Porta nera", edificata intorno al 170 per celebrare le vittorie militari di Marco Aurelio. Il simbolo della città è la "Cittadella", fortezza che la domina da un'altura, la cui costruzione iniziò nel 1668, quando la città era possedimento spagnolo.
Al suo interno è possibile visitare il museo della Resistenza e della deportazione, un museo etnologico, uno zoo e i giardini botanici. Tappa obbligata e il numero 140 della Grande-Rue, dove sorge la casa natale di Victor Hugo, oggi finalmente aperta al pubblico.
Quando ho visitato la città non lo era e pertanto, per le informazioni, rimando alla rete, dove si trova di tutto e di più. Sarebbe un vero delitto andare via da Besancon senza "addentrarsi" nella raffinatezza della cucina francese, cosa difficile per un italiano, ma necessaria per superare pregiudizi ed elevarsi verso dimensioni continentali che abiurino l'anacronistico provincialismo di chi sarebbe capace di andare alla ricerca di un ristorante italiano anche al Polo Nord o all'Antartide: il ristorante "Le Saint Pierre, 106 Rue Battant è l'ideale per verificare il proprio livello di emancipazione culinaria.

OTTAVO GIORNO, SABATO: BESANCON - DIGIONE, 96 KM. PARTENZA ORE 08:00; ARRIVO 09,00. (Due pernottamenti).
"Simbolisti di tutto il mondo unitevi". Non si può parlare di Digione senza far riferimento al "simbolo", inteso nella sua accezione bachofeniana, che nel simbolo incarna la fonte di un presagio, capace di far vibrare le corde dello spirito tutte insieme, e di raccogliere nella sintesi di una impressione unitaria gli elementi più diversi.
Digione, l'antica "Divio", fu fondata dai romani nel 52 A.C e fungeva da "castrum" sulla strada da Lione e Magonza. Le città romane, più delle altre, sono pervase dall'aura mistica del "centro magico". Servio Mauro Onorato sosteneva che "nullus locus sine genio". Ogni città "simbolica", pertanto, ha un suo "Genius Loci" che associa alla tradizione una funzione prettamente apotropaica, incarnato da un simbolo che porta fortuna. Al di là della matrice originaria è la credenza stessa che alimenta e incrementa la forza simbolica dell'oggetto, grazie al tocco di milioni di persone che si succedono in visita nel corso dei secoli, lasciando su di esso una "impronta energetica" che preserva la sua aura magica.
Il "Genius Loci" di Digione si trova in Rue de la Chouette, in pieno centro, vicino alla chiesa di Nôtre-Dame. La stradina prende il nome da un bassorilievo scolpito in uno dei pilastri della facciata laterale, che raffigura, appunto, una civetta. Oggi le forme dell'uccello non sono ben delineate a causa dei continui strofinamenti praticati dai turisti. Secondo la leggenda, infatti, chiunque accarezzi la civetta con la mano sinistra vedrà un suo desiderio realizzato. Io commisi l'errore di voler fregare la civetta, chiedendole, come desiderio, "di soddisfare cento desideri". Non sapevo, purtroppo, che tale subdola macchinazione sarebbe stata punita: non solo non fui accontentato, ma quando in una seconda visita espressi le mie lagnanze a un locale gendarme, mi fu spiegato che per la mia ingordigia non avrebbe avuto alcun effetto nemmeno la richiesta di un singolo desidero. Come sempre, chi troppo vuole nulla stringe. La civetta è il simbolo della città e non si può andare via da Digione senza averne acquistata una, proposta dai negozi in tutte le forme, dalle versioni economicissime a quelle finemente lavorate, di grande pregio.
L'ufficio del turismo ha realizzato un itinerario guidato del centro storico, evidenziato da placche triangolari che riproducono la forma stilizzata della civetta. Di fatto, seguendo le civette collocate sulla pavimentazione stradale, si raggiungono gli edifici e i luoghi d'interesse culturale più importanti.
Il percorso inizia da Place Darcy, dove ha sede l'ufficio del turismo, e vede come prima tappa la vicina Cattedrale di San Benigno, che custodisce le spoglie del martire, patrono della città, nato in Anatolia e martirizzato nel 179. Alle sue spalle si trova l'Église Saint Philibert, gioiellino gotico del XII secolo. Poco distante, in piazza Bousset, vi è l'Église Saint Jean, altra meravigliosa struttura gotica. Addentrandosi sempre più nel centro storico, poi, si giunge in Place Notre Dame, dove sorge un autentico capolavoro dell'architettura gotica, l'Église Notre-Dame, costruita dal 1220 al 1240, recentemente inserita nel patrimonio mondiale dell'UNESCO. A meno di 300 metri, in Rue Rameau, merita senz'altro una visita il Museo delle Belle Arti, situato nell'ala orientale del Palazzo dei Duchi di Borgogna.
Digione è una delle capitali mondiali della gastronomia e quindi, ancor più che a Besançon, non si può fare a meno di degustare la cucina francese in uno dei tanti ristoranti disseminati nelle stradine del centro storico. Essendo anche la capitale di una delle regioni vinicole più famose al mondo, occorre accompagnare le pietanze con i vini tipici della Borgogna: vi è solo l'imbarazzo della scelta, naturalmente, e anche nella fascia tra i dieci e i venti euro si trovano prodotti pregevoli. Oltre all'immancabile civetta, non si può andare via da Digione senza una buona scorta di "Moutard", ossi la migliore senape che esista al mondo. Eccellente la Fallot, disponibile in varie tipologie.

DECIMO GIORNO, LUNEDÍ: DIGIONE - TROYES, 189 KM. PARTENZA ORE 08,00; ARRIVO 10,00. (Un pernottamento).
Rilassante tappa nella cittadina fiabesca che ha dato i natali a Chrétien de Troyes, il grande autore precursore del genere romanzesco. Gli edifici religiosi, come in qualsiasi città medievale, costituiscono l'attrattiva principale. Davvero stupenda la cattedrale, con ben 1500 mq di vetrate e due rosoni dal diametro di 10 metri. Le casette a graticcio, costruite con solido legno, costituiscono un'attrattiva più unica che rara e in Francia ne ho viste di simili solo a Rouen. Ho previsto un solo pernottamento, ma in un giorno, se si riesce davvero a giungere non oltre le 10-11, è possibile vedere tutto, ivi compresi il museo di arte moderna e il piccolo museo di Saint-Loup, e magari fare un salto nei centri commerciali pieni di outlet, nei quali è possibile acquistare capi delle migliori marche a prezzi super scontati: Troyes è la capitale europea dell'outlet. La passeggiata sulle rive della Senna consente momenti di autentico relax e la sera, per cena, è d'obbligo recarsi "Au Jardin Gourmand", in rue Paillot de Montabert 31 e degustare le delizie locali, a cominciare dalla "andouillette", una salsiccia fatta con intestini e stomaco del maiale tagliati a tozzoni irregolari, servita con patate e cipolla rossa o come meglio preferite.

UNDICESIMO GIORNO, MARTEDÍ: TROYES - REIMS, 127 KM. PARTENZA ORE 08,00; ARRIVO 09,30 (Un pernottamento).

Altra città di origine celtica, fondata dagli antichi "Remi" (I primi), è citata numerose volte da Cesare nel "De bello Gallico", a detta di molti esperti di cultura celtica non sempre in modo sincero. Cosa facile da credere, del resto, per chi ben conosca Cesare. Gli appassionati di vino, e di Champagne in particolare, non possono esimersi dal visitare le sue suggestive cantine. (Ho visto solo la "Veuve Cliquot", perché ero in visita guidata, ma - relata refero - la "Mumm" e la "Ruinart" sono considerate non meno belle e più accessibili). La città offre la classica nutrita serie di edifici religiosi, con immancabile e stupenda cattedrale gotica. Vicino alla cattedrale sorge il Palazzo di Tau, patrimonio dell'UNESCO, dove risiedevano i sovrani prima dell'incoronazione. Il 7 maggio 1945 il generale Alfred Jodl vi firmò la resa incondizionata della Germania.

DODICESIMO GIORNO, MERCOLEDÍ: REIMS - PARIGI, 143 KM. PARTENZA ORE 08,00 - ARRIVO 10,00
A Parigi, si conclude il tour e ciascuno potrà organizzare il soggiorno nella capitale come meglio riterrà opportuno, restandovi un solo giorno e poi rientrare in Italia, oppure restandovi fino al sabato o addirittura alla domenica, con 3 o 4 pernottamenti, in modo da visitarla con calma almeno nei siti più importanti. Chi dovesse conoscerla bene e volesse comunque chiudere la vacanza con due settimane di soggiorno, può prendere in considerazione un trasferimento in Normandia, per visitare i luoghi in cui si effettuò il famoso lo sbarco, magari soggiornando a Rouen, altra città fantastica e punto di partenza per le escursioni nella regione.

   
     
         
    EUROPA    
    di    
         
         
         
       
         
         
    EUROPA    
    di    
         
         
         
       
         
         
    EUROPA    
    di    
         
         
         
       
         
  Home Archivio Europa Avanti