POLITICA  
    di Roberta Forte    
       
    IL RISCHIO C'E'    
   
Non è mio costume ma qui ci vuole un'espressione da angiporto: La puttanaccia boia!
Dove accidenti li hanno trovati questi? Davvero ci può essere qualcuno tanto stolto da credere di aver ragione se afferma che ogni volta io debba fare un prelievo in contanti dei miei, sottolineo miei, soldi semplicemente depositati in banca per evitare di scavare sotto il mattone, debba pagare una tassa?
Non conta che per guadagnarli abbia già pagato uno sproposito? Che ogni volta che li abbia impiegati ho pagato la tassa sull'acquisto? Che semplicemente per tenerli in un conto debba pagare una tassa sugli infinitesimali interessi che producono, annullati dalle spese di gestione (sic), mentre la banca che li detiene li usa a proprio piacimento? Che, anzi, se quest'ultime stanno in difficoltà per disinvolte operazioni nel tempo, nel lungo tempo, senza che l'Istituto preposto alla loro sorveglianza abbia osato dire né ahi, né bai, io debba pagare, sia pur indirettamente stavolta, per mantenerle in vita? Ed ora, semplicemente perché, visto l'aggio, non c'è bar che accetti la credit card per un caffè, o un tabaccaio per un biglietto dell'autobus, o un giornalaio per un giornale, o il verduraio per le bietole, io dovrei pagare una tassa ulteriore se ho necessità di contante?
Qui siamo davvero alla perdita del capo. E tutto perché? Dobbiamo lottare contro l'evasione? Ma di chi? Del giornalaio? Del verduraio? Del bar? E c'è qualcuno che crede che i problemi del Paese risiedano veramente nell'evasione dell'ortolano? I tanto decantati oltre cento miliardi stimati di evasione c'è sul serio qualche malcapitato che pensi che si siano determinati perché il giornalaio ha evaso sulle figurine? Forse nessuno degli attuali 'illuminati' reggitori dello Stato ha letto il recente rapporto della CGIA di Mestre dove è affermato, senza mezzi termini, che l'entità dell'evasione fiscale contestata alle grandi imprese nel 2018 è stata 16 volte superiore a quella delle piccole aziende e dei lavoratori autonomi (nel 2017 era stata pari a 18).
Il coordinatore dell'Ufficio studi degli Artigiani di Mestre Paolo Zabeo, nel sottolineare che lo scorso anno la maggiore imposta media accertata dall'Agenzia delle Entrate per la piccola impresa è stata di 63.606 euro mentre quella per la grande impresa è stata di oltre un milione di euro. Ovviamente, cicero pro domo sua ma "Questi dati - afferma il coordinatore - ci dicono che la potenziale dimensione dell'infedeltà fiscale delle grandi aziende è enormemente superiore a quella delle piccole. Ovviamente, nessuno di noi auspica che il Paese si trasformi in uno Stato di polizia tributaria; tuttavia, una maggiore attenzione verso questi soggetti sarebbe auspicabile, visto che le modalità di evasione delle holding non è ascrivibile alla mancata emissione di scontrini o ricevute, bensì al ricorso alle frodi doganali, alle frodi carosello, alle operazioni estero su estero e alle compensazioni indebite."1.
Quindi, basta con le puttanate. Mi si rivolta lo stomaco. Perché, inoltre, non si ha il coraggio di affermare che, almeno tempo addietro, la lotta all'evasione sbandierata ai quattro venti da oltre trent'anni non è andata più in là della semplice enunciazione? La media delle visite della 'finanza' ad una azienda era di una ogni 14,5 anni; di che mandare in prescrizione quasi tre lustri di amministrazione. Lo so, lo so. Gli organici delle fiamme gialle erano sotto tono; così ingenti capitali, grandi al punto da rasentare, nel loro ammontare, plurime, pesanti manovre finanziarie dello Stato, hanno preso la via dei paradisi fiscali. E quando lo Stato ha avuto necessità di far cassa, dimenticando, si fa per dire, che i soldi depositati nei forzieri di compiacenti istituti di credito all'estero erano frutto di evasione, li ha 'scudati': nel senso che ha 'pregato' i grandi evasori di riportare in Italia il loro 'evaso' semplicemente pagando una piccola tassa, il 5%, comprensivo di imposte, interessi e sanzioni. Si pensi. Soldi di qualsivoglia provenienza automaticamente 'puliti' e praticamente esentasse. Il 5% fa ridere.
Ora non voglio nascondere la testa sotto la sabbia e far finta di non sapere che anche all'estero il cosiddetto scudo fiscale è stato posto in essere. Tuttavia, in Francia, Regno Unito e Stati Uniti, non era mai stato garantito l'anonimato degli evasori, come principio legato al concetto di perdono. Agli evasori è sempre stato richiesto di dichiarare la propria identità, l'ammontare della propria evasione, e di pagare le tasse arretrate con gli interessi, ricevendo in cambio la decadenza delle conseguenze penali ed uno sconto sulle sanzioni. Peraltro, quei governi hanno utilizzato gli 'scudi fiscali' per comprendere tutti i meccanismi di evasione utilizzati.
La situazione nostrana, invece, mi ricorda la barzelletta dell'inferno tedesco e di quello italiano dove in quest'ultimo mancava sempre il forcone per punzecchiare i dannati e la 'cacca' dove affogarli. I proprietari dei soldi 'rientrati' nel suolo patrio, per legge, sono stati coperti dall'assoluto anonimato e, al colmo dell'ironia, la circolare dell'Agenzia delle Entrate recita: "… il regime di riservatezza si applica anche ai redditi di capitale derivanti dal denaro e dalle attività finanziarie rimpatriate, realizzate anche successivamente al perfezionamento dell'operazione di emersione.". Alla faccia.
Neanche a dirlo, lo 'scudo' ha coperto reati penali quali omessa e infedele dichiarazione dei redditi, dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, falsa rappresentazione di scritture contabili obbligatorie, occultamento o distruzione di documenti, false comunicazioni sociali, falsità materiale, falsità ideologica in atto pubblico, falsità nelle scritture private e soppressione e occultamento di atti. Per non parlare dello stravolgimento delle norme antiriciclaggio. Alla strafaccia. Beh! Qualcuno, a questo punto, potrà cominciare a sogghignare ricordando che l'autore di una così 'felice' azione a vantaggio degli evasori, esportatori di capitali, è stato il governo Berlusconi, il IV per l'esattezza. Già, verrebbe anche a me da sogghignare ma pochi sanno che il provvedimento è passato con 20 voti di scarto, grazie all'assenza di 30 parlamentari dell'opposizione (23 del PD, 6 dell'UDC e 1 dell'IDV).2
Le stime iniziali di 'rientro' annunciavano oltre 300 miliardi di euro con un 'beneficio' sulle entrate per circa 3,5 miliardi di euro. In realtà, furono 3,7 dei quali, invece di essere totalmente destinati a fini sociali e di promozione economica, un terzo venne destinato al finanziamento delle missioni internazionali e ai destinatari del '5 per mille'. Questo, tra l'altro, significa che quell'allegro 'condono non è stato di alcun insegnamento, visto che per esplicita dichiarazione governativa l'ammontare dell'evaso è tornato a vette da capogiro.
Ma ancora non basta. Le cronache degli ultimi 15 anni hanno sbandierato sui mass-media i nomi più prestigiosi dello sport e dell'imprenditoria bollandoli come 'evasori', presenti o meno nella fantomatica 'lista Falciani' ovvero la 'Swissleaks'. Le fiamme gialle hanno fatto il loro lavoro. Ma a leggere le ulteriori cronache che si sono succedute nel tempo relative a quegli stessi nomi si scopre che per l'ammontare dell'evaso accertato è intervenuta una transazione. Non sono una giustizialista tout court ma superando un dato importo evaso non c'è l'arresto? Così, evasori illustri, almeno a detta dei sistemi d'informazione, versando una piccola parte del dovuto hanno chiuso la loro posizione debitoria nei confronti dell'erario.
Non parliamo poi delle società gestrici del gioco, slot e on-line. Senza entrare in merito ai tecnicismi, basti sapere, per le prime, che ogni 'macchinetta' avrebbe dovuto essere collegata telematicamente ad una 'centrale' così da conteggiare l'introito, quindi l'imponibile, e la relativa parte in tasse a carico di ognuna delle sei società che gestiscono il tale gioco. Si è recentemente scoperto ad anni di distanza che solamente alcune erano 'collegate', generando perciò un'evasione da paura. Almeno stando sempre ai sistemi d'informazione. La risultante, a distanza di anni dall'accertamento, sembra essere stata che gli sbandierati 93 miliardi di evasione erano una 'balla', gli organi di vigilanza ministeriali hanno svolto diligentemente il loro lavoro e il dovuto in tasse è una bazzecola. Sembra, comunque, che anche quella 'bazzecola' non sia ancora stata pagata.
Il gioco on-line, poi, merita una ulteriore sosta. Direttamente dal loro centro informazione, si apprende, sempre recentemente, che le Fiamme Gialle hanno svolto un'accurata indagine, durata tre anni, per accertare la situazione del settore arrivando a stabilire la presenza di società estere che, tramite intermediari, operavano in Italia senza la necessaria autorizzazione nell'ambito delle scommesse, dei Casinò virtuali e del poker on-line. Alla luce di quanto sopra, e al termine di dettagliati controlli tecnico-contabili, è stata accertata una maxi evasione d'imposta anche con riferimento all'IRAP per oltre 6 milioni di euro, all'IRES per oltre 47 milioni di euro ed alla IUS per oltre 71 milioni di euro.3
Ora, accertata l'evasione, la domanda è, parafrasando il grande film di Sordi e di Manfredi: riusciranno i nostri eroi a ritrovare il 'tesoro' misteriosamente scomparso? L'interrogativo non è peregrino. Ad ammetterlo sarebbe la stessa Agenzia delle Entrate. Dal 2000 al 2018, le cartelle esattoriali emesse ed inevase ammonterebbero a ben 1284 miliardi. Ma … 150,2 miliardi di euro sono dovuti da soggetti falliti, 109,8 miliardi da persone decedute e imprese cessate, 107,8 miliardi da nullatenenti (in base ai dati presenti nell'Anagrafe tributaria), 389,2 miliardi da contribuenti nei confronti dei quali l'Agente della riscossione ha già tentato invano, in questi anni, azioni di recupero esecutive e/o cautelari. Infine, 265 miliardi sarebbero stati cancellati dagli esecutivi di turno, catalogati alla voce 'sgravi per indebito e annullamenti per provvedimenti normativi'. Resterebbero, perciò, poco meno di 370 miliardi rispetto ai quali, però, l'Agenzia ammette candidamente che la cifra aggredibile è di appena 80 miliardi.4
Non voglio cadere nella demagogia e nella stantia retorica ma come non porsi la domanda di chi è, alla fin fine, a pagare le tasse? Peraltro, sembra da notizie recenti che la pressione fiscale per il corrente e per gli anni prossimi tende a salire arrivando al dato ufficiale del 40,7%. Secondo il Centro Studi di Unimpresa, invece, tendendo conto di alcune componenti non considerate dai 'calcolatori' ufficiali, il gravame salirebbe ad oltre il 47%.5 Uno dei grandi 'responsabili', neppure a dirlo, sarebbe il sistema pensionistico.
Ora, io sono una donna di casa, piuttosto anziana che, sebbene non sia costretta a lesinare su un chilo di pane o su un etto di prosciutto, devo essere piuttosto accorta nell'amministrare le mie risorse se voglio continuare a mantenere una vita dignitosa. Devo farlo non foss'altro perché, siccome vivo di pensione, l'importo della stessa è quanto di più aleatorio possa esistere. Dal '95, anno dell'unica seria riforma pensionistica, non c'è stato governo che non si sia cimentato 'pittorescamente' con la gestione dei risparmi dei lavoratori, durante e dopo la vita lavorativa. Accorpamento fondi, unificazione e modifiche norme di calcolo, allungamenti età pensionabile, ampliamenti requisiti contributivi, riduzione dei 'cumuli', contenimento delle integrazioni al trattamento minimo, 'finestre' d'uscita, 'scaloni', 'prelievi di solidarietà', mancati adeguamenti, 'quote 100' e sottrazioni forzose, sono solo alcuni tra i più eclatanti interventi. Lo scopo dichiarato, neppure a dirlo, è stato (ogni volta) nobile e necessario.
La prima considerazione che sorge spontanea è che, vista la ripetizione di interventi, di tutti quelli che ci hanno messo le mani evidentemente nessuno sapeva fare il proprio mestiere. Ma lasciamo stare le battute. In ogni caso, è certo, ed è stato ampliamente annunciato, che ogni azione ha portato a cospicui risparmi. Ma, allora, mi domando, se ciò è vero cos'è stato a far lievitare la spesa pubblica nel corso di questi anni? Non certamente le pensioni. Il PIL del nostro Paese è salito da 1592 miliardi nel 2007 a quasi 1854 miliardi nel 2018 mentre il rapporto debito/PIL negli stessi anni si è portato dal 99,80% al 132,8%. Ciò significa che l'aumento del deficit è preoccupante non solo in termini assoluti ma soprattutto per i meccanismi della sua dilatazione che sembrano direttamente connessi con l'aumento della ricchezza del Paese. Più produciamo e, paradossalmente, ancor di più spendiamo. Ma in cosa? Ancora una volta è la spesa sociale sul banco degli accusati vestita, stavolta, con i panni dell'assistenza e della sanità.
Infatti, se osservassimo l'andamento della spesa sociale, ci accorgeremmo che essa ha avuto un costante incremento dal 2007 al 2017 passando da poco più del 25% del PIL a oltre il 29%. Ma, mi chiedo, e tutti gli interventi 'risanatori' operati nel settore sanitario dalle Regioni? Interventi a macchia di leopardo, che hanno reso la sanità italiana sul territorio quanto di più eterogeneo possa esistere, che risultato hanno prodotto? E gli accorpamenti ospedalieri, la cancellazione delle specializzazioni, il mancato aggiornamento della diagnostica, l'assenza di farmaci, le lunghe liste d'attesa a seguito delle 'razionalizzazioni'? Le 'ottimizzazioni' in campo assistenziale, poi, sono da ridere. Il dettaglio dei dati da riportare sugli ISEE rasenta la conta dei peli pubici del soggetto richiedente ma quale effetto ha avuto? Nel sottolineare che un tale dato appare sorprendente visto tra l'altro l'andamento demografico pari a zero, voglio, qui, raccontare un evento del quale ho personale contezza.
La figlia di una mia cara amica ha una deliziosa bimba che frequenta l'asilo vicino casa. La retta dell'asilo non è molto alta in quanto, al momento dell'iscrizione, il padre, coniuge della figlia della mia amica, era senza lavoro. Il destino cinico e baro ha voluto che, nell'anno successivo, anche la figlia della mia amica perdesse il lavoro. Perciò, in procinto di iscrivere nuovamente la figlia all'asilo ha fatto presente la scomparsa del reddito familiare e ha chiesto la riconsiderazione della 'retta'. Al ché, una solerte impiegata, con aria da cospiratrice, le ha consigliato: "Figlia mia, non ti conviene chiedere l'abbassamento della retta per la disoccupazione anche di tuo marito. Perché, invece di ridursi la retta aumenta.". "Ma … come aumenta?!? Non c'è reddito familiare …" ha chiesto la stupefatta madre. "Aumenta perché adesso avete tutti e due tempo per curare vostra figlia." si è sentita rispondere la figlia della mia amica, prossima allo sbandamento mentale. Un attimo dopo, però, in un barlume di lucidità, ha osato chiedere: "… e come facciamo con la ricerca del lavoro?". "Beh! Potete fare i turni." è stata l'illuminante risposta della solerte impiegata.
Ci sarebbe da ridere se non fosse da piangere. Sarebbe, ora, da toccare la scuola ma non ne vale la pena. Tra poco, non ci saranno più edifici scolastici. Quindi, inutile parlarne. Secondo il rapporto di Cittadinanzattiva, nell'anno scolastico 2018/2019 in quegli edifici si sono verificati 70 crolli, il peggior dato degli ultimi anni: uno ogni tre giorni.6 Quindi … Non voglio farla più lunga di tanto ma la domanda che per quanto retorica continua a ballonzolarmi nella mente è: per quale scopo noi paghiamo le tasse? Non voglio fare certo appello allo sciopero fiscale (vivendo di pensione, io le pago puntualmente e, anche se potessi, non evaderei) ma è dura costatare che l'introitato dall'Erario serve solo ed esclusivamente alla sempre maggiore voracità della macchina burocratica-amministrativa e, a volte, a rimediare alle sue sbandate. Già, perché i servizi, che questa dovrebbe fornire, li dobbiamo pagare a parte.
Mi ricollego, quindi, al quesito iniziale: la lotta all'evasione? Di chi? Sono convinta che, alla fine, la tassa sul prelievo non passerà mentre, da ultimo, sembra acquistare consistenza l'ipotesi di premiare i possessori di carte di credito con un bonus fino ad un massimo di 475 euro se le spese attraverso il POS nell'anno hanno superato le 2.500 euro. Ottimo, ma chi pagherà il bonus? Ovviamente, le casse dello Stato, un po' come il reddito di cittadinanza. Una spesa totalmente improduttiva ed altamente demagogica, al pari del provvedimento precedente. Come sono convinta che la lotta all'evasione resterà al pari delle 'grida manzoniane'. Come i tanti governi precedenti. Un po' come i controlli della finanza, dei carabinieri e dei vigili urbani sulle autovetture di lusso o ritenute tali durante il governo del bocconiano. Ti fermavano e ti interrogavano nella pubblica via quando sarebbe stato più serio e veloce effettuare i confronti, per giunta telematici, tra il PRA o il RINA e l'Agenzia delle Entrate. Non sarebbe scappato alcuno. Ma l'effetto flou si sarebbe perso.
E, tra gli effetti flou, al pari della lotta all'evasione, come non considerare la smodata voglia dell'attuale governo di fare dell'Italia la punta dell'economia ambientale?
Green è la parola d'ordine, l'impegno per un futuro, green è la voglia del domani, la speranza dei nostri figli, green è l'ambizione dei polmoni degli anziani e quella di spazio pulito e salubre dei giovani, green: una promessa, una realtà va sbandierando il fratello del commissario Montalbano. Un tipo di economia (sic) che, almeno secondo gli impegni dell'attuale governo riceverà nei prossimi anni investimenti per circa 50 miliardi.
Il mio cuore gioisce. Ma … e il 'ma' è grande come una casa. Il problema non è la green economy, il green washing, la carbon neutrality, e gli 'aiuti' per sostenerla, i green bond.
Al di là dell'ubriacatura ambientalistica e anglofila, è capire cosa significhi tutto questo. L'Italia, peraltro, è ben lontana dagli obiettivi previsti dall'Onu e dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile ed è molto istruttiva la lettura delle materie di valutazione. Invito a farlo. Ma, in attesa di vedere come si sostanzierà l'impegno governativo, sarebbe intanto interessante sapere quanti provvedimenti AIA (autorizzazione impatto ambientale) giacciono ancora, in fase istruttoria, presso la Commissione IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) del Ministero dell'Ambiente. Al momento della vicenda ILVA erano ben 160 in fase di 'lunga' istruttoria. Sarebbe altresì interessante conoscere che cosa ne sia stato dei 18 impianti considerati dall'UE 'fuorilegge' perché sprovvisti di quell'autorizzazione, eppure in attività.
E ancora. Il Governo ha giustamente plaudito alla benevolente accoglienza riservata dalle istituzioni comunitarie a Gentiloni, così come hanno applaudito le forze che compongono la maggioranza. Beh! Non solo. Forza Italia, responsabilmente, ha manifestato il suo apprezzamento per l'opera altamente meritoria che il Commissario italiano potrà fare a vantaggio dell'intero continente. No. Mi sembra riduttivo. Forse dell'intero globo terracqueo. No. Ancora non ci siamo. Secondo gli entusiastici toni del Cavaliere, probabilmente sarà l'intera galassia a beneficiare della prestigiosa opera di Gentiloni, forse un tantino imbarazzato per cotanti apprezzamenti.
Ma non stiamo a sottilettizzare, avrebbe detto Federico Salvatore. L'importante è che l'opera del Commissario sia fattiva e intanto rimedi, integrandole, le iniziative che la Commissione esecutiva vorrebbe assumere in risposta ai dazi americani: porre analoghi dazi sulle motociclette e sul whisky USA. Chissà quanti tra gli amanti delle due ruote comprano le americane Harley (invece delle versatili giapponesi) e quanti, tra gli appassionati di whisky (invece del pregevole scotch scozzese) acquistano gli americani bourbon o, peggio, rye (fatto con la segale). Nella mia ignoranza, credo siano molto pochi sia i primi che i secondi e, quindi, non capisco dove risieda l'adeguatezza della risposta. Mi auguro, quindi, che la competenza del neo Commissario riesca a produrre risposte più confacenti alla bisogna.
Come mi auguro che questo, proprio perché addetto agli Affari economici e monetari, si attivi perché quegli Stati, comunitari e non, che consentono la contraffazione di prodotti tipici, peraltro dotati di marchio di qualità europeo, vengano censurati. Sarebbe da ridere se i prodotti di qualità (i nostri sono ben 338 con riconoscimento comunitario) oltre ad essere penalizzati dai dazi sui mercati USA venissero insidiati su altri mercati da 'copie' realizzate con benevola disattenzione di autorità pubbliche e, peraltro, beneficiassero di aiuti comunitari sia come fondi strutturali che come interventi su programmi. Diversamente, il timore di una colossale presa per i fondelli correrebbe il rischio di essere duplice.
L'ulteriore cosa che mi auguro è che l'opposizione (dalla quale è escluso il Cavaliere), non per partigianeria bensì semplicemente per un corretto e fattivo dispiegarsi della democrazia, faccia dignitosamente la sua parte e non mi addolori con dei concetti astrusi, dei quali forse ignora la portata, quali il 'sovranismo'. Alla luce dello scenario politico ed economico a livello planetario l'unico sovranismo che io potrei mai apprezzare è quello europeo perché se, puta caso, ci imbarcassimo in un tentativo di Italexit, i danni sarebbero di gran lunga superiori a quelli, già oltremodo gravosi, che sta registrando l'Inghilterra. Certo, un 'sovranismo' di un'Europa diversa dall'attuale ma, stante la situazione, senz'altro europeo per il quale occorre impegnarsi.
Un'opposizione che continuasse su un tale tema, limitato all'Italia, vorrebbe dire che o ignora il significato pratico del concetto che propugna, o ignora lo scenario globale oppure, tertium datur, sta spargendo miglio per polli. In conseguenza, il timore di una colossale presa per i fondelli correrebbe il rischio di essere triplice.









Note:
1.http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2019/10/05/evasione-grandi-imprese-16-volte-maggiore-piccole-allarme-cgia_39e188b5-f0fc-4ae5-8d8e-573941330e9b.html
2. Corriere della Sera, 2 ottobre 2009
3. http://www.gdf.gov.it/stampa/ultime-notizie/anno-2019/agosto/scoperta-maxi-evasione-fiscale-nel-settore-del-gioco-on-line
4. https://www.liberoquotidiano.it/news/economia/13509290/evasione-fiscale-cartelle-non-riscosse-2000-oltre-900-milardi.html
5. https://quifinanza.it/fisco-tasse/fisco-lultima-stangata-2020-ulteriore-aumento-tasse/292846/
6. http://www.gdc.ancitel.it/scuole-insicure-numerosi-edifici-in-dissesto/
   
   
         
    POLITICA    
    di Antonino Provenzano    
       
    DEMOCRAZIA PARLAMENTARE? UN VERO E PROPRIO OSSIMORO    
    Ma che meraviglia, che intuizione felice, che blindatura di privilegi di casta (ed al contempo che sostanziale presa per i fondelli per tutti gli esclusi) è quel secondo capoverso dell'articolo 1 della nostra Costituzione. La Carta - appunto "carta" - più bella del mondo !
"La sovranità appartiene al POPOLO che la esercita nelle forme e nei LIMITI(!) etc. etc."; una vera e propria panacea per i veri, diretti fruitori/beneficiari della stessa, ma altresì finto specchietto per le allodole per tutta, ma proprio tutta, quella sessantina di milioni di italiani (formale facciata "democratica", questa, del dramma di un paese che il concetto di VERA democrazia non sa ancora bene dove stia di casa), TRANNE, che per quell'empireo di 945 (a calare?) beneficiati parlamentari (costituenti il ristretto, vero potere oligarchico ed elitario del Palazzo), composto da quei raffazzonati vincitori di una quinquennale lotteria di Capodanno, o inatteso "jackpot" che dir si voglia, della serie: "io ne traggo un vero, enorme, egoistico, deresponsabilizzato vantaggio personale, ma farisaicamente ti gabello che lo faccio per te, che mi sacrifico per servirti e favorirti".
Cos'è dunque questo POPOLO definito letteralmente nella Carta niente popò di meno che SOVRANO del paese, ma senza alcuna corona? Secondo me, un disordinato e sconclusionato amalgama di tante brave ed oneste persone (qualora singolarmente prese), ma altresì un indistinto gregge (si, sostanzialmente GREGGE e pertanto struttura solo apparentemente unitaria) ma, al contempo - altro sbalorditivo ossimoro - intrinsecamente ANARCHICO, Montanelli "dixit"). E la cui teorica "reconductio ad unum" a fini di mera funzionalità 'sovranistica' altro non può essere che un velleitario esercizio filosofico di pura astrazione.
Cerchiamo di essere onesti: la "casalinga di Voghera" ed il saldatore di Lecce, il disoccupato di Canicattì e la parrocchiana di San Martino di Castrozza, l'industriale bresciano ed il pastore sardo, il residente di Capalbio e l'abitante di Lampedusa, il naturalizzato nigeriano di Tor Bella Monaca ed il cittadino di Cortina d'Ampezzo, cosa possono individualmente e concretamente aspettarsi dal comune patto di convivenza civile formalmente consacrato dalla nostra "filosofica" Carta costituzionale e che gli odierni "politicanti" (prego caldamente di non chiamare qui in causa l'alto e nobile concetto di "politica" del tutto estraneo ai nostri attuali Palazzi ospitanti un autentico potere oggi, di fatto del tutto irresponsabile) abbeverati al sondaggio quotidiano, infiorano costantemente di proprie "salvifiche" proposte? Di ricette poste giusto lì, appena dietro l'angolo, ma che, guarda caso, svoltato tale angolo ci si ritrova di fronte soltanto… ad un altro angolo e così via di seguito ?
A questo punto, prego il cortese lettore di seguirmi nello sfogliare un ipotetico, ma attualissimo, album di istantanee di democrazia parlamentare cosi come esse si mostrerebbero se scattate, diciamo, da Marte e con l'opportuna neutralizzazione audio dello sconcertante, sconnesso cicaleccio di contorno.
Cosa apparirebbe allora, fotogramma dopo fotogramma ?
1) Una SCHEDA elettorale di ripetitiva riedizione quinquennale imbrattata da astratte figure di simboli dietro le quali dovrebbero celarsi gratuiti ed indimostrati messaggi politici di improbabili panacee per tutti i mali del nostro paese
2) Uno smarrito e confuso CITTADINO elettore a cui è stato detto, da "altri", che egli è chiamato, in tal modo, ad esercitare la sua "sovranità", si fa per dire, sul proprio paese.
3) Uno stuolo di POLITICANTI chiamati all'unico "quarto d'ora" di reale impegno di tutto il lustro precedente dovendo essi perseguire il duplice e non facile obiettivo di far dimenticare quanto concretamente non fatto (o fatto male), nonché quanto da essi perentoriamente affermato, e poi spudoratamente contraddetto, nel corso degli ultimi quattro anni e mezzo (nel quinquennio infatti circa sei mesi sono dedicati alla vitale, per loro ovviamente, campagna elettorale, pena una irreversibile disoccupazione a vita). Ciò, nella consolidata certezza che, mentre per il paese cinque anni sono un tempo brevissimo, l'analoga durata è invece per ogni singolo cittadino un periodo molto lungo che spesso diluisce la memoria. Nel lustro trascorso si sono infatti verificate nascite e morti, ci si è sposati o ci si è divorziati, si è stati assunti ovvero licenziati, si è stati umanamente felici ovvero del tutto insoddisfatti, ci si è arricchiti ovvero amaramente impoveriti, la squadra del cuore ha vinto lo scudetto o lo ha perso, un figlio è nato ovvero si è laureato, si è stati amati ovvero detestati e cosi via elencando per innumerevoli fattispecie. Cosa volete quindi che la mente di quel povero "matitoforo" (nel senso di momentaneo reggitore di apposita matita), supremo attore di sovranità democratica, possa configurarsi in quei brevissimi, solitari istanti trascorsi nella cabina elettorale? Ma suvvia, mio caro cittadino sovrano, non ti resta che mettere d'impulso una crocetta sul foglietto ed il gioco è fatto e puoi anche aver creduto per un eccitante nanosecondo di essere il demiurgo determinante il destino tuo e di tutti gli altri. Il rito comunque si è compiuto, il "sovrano" si è espresso! Ecco: "Consumatum est" quello che i politicanti attendevano da ben cinque anni! Ora, superata la curva, si dipana davanti a loro la nuova autostrada di una gratificante sorta di "sinecura" per un intero lustro atta a garantire una estemporanea "performance" assicurata da una robustissima rete di sicurezza su qualunque cosa si dica o non si dica, che si indovini o che si sbagli, che si faccia o non si faccia, sia in bene che in male. E' la garanzia blindata dal dettato costituzionale, bellezza! Nel prossimo quinquennio chi potrebbe mai sindacarne efficacemente l'operato? I sondaggi? Ma si sa che essi sono del tutto aleatori e non hanno inoltre alcuna rilevanza giuridica! I giochi e le possibili imboscate dei colleghi deputati e senatori? Ma va là! Come suole dirsi "cane non mangia cane", negli emicicli si sta benissimo e le comuni riunioni conviviali serotine in trattoria ("tutti assieme appassionatamente") sono una delizia per il corpo e per la mente. Naturalmente, la tigre di carta deve però fare finta di ruggire, il cane senza denti di mordere ed ecco quindi la recita dal pathos esagerato, dall'indignazione di maniera, al limite la rissa, ma trattasi in vero di pure apparenze. Mentre si urla e ci si sbraccia si tasta di nascosto il pavimento sotto i propri piedi per accertarsi che l'emiciclo sia sempre e comunque presente e ben saldo sotto di essi. Ma scherziamo? Mai rischiare seriamente un miracolosamente acquisito, solido stato sociale, una munifica prebenda, una gratificante popolarità socialmente monetizzabile ed il tutto per indisturbati - e soprattutto garantiti - cinque lunghi anni di vita!
4) Ciliegina sulla torta? Il formalmente, ed esageratamente, rispettato ed ossequiato PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA pro tempore, l'arbitro che potrebbe, in teoria, interrompere il bel gioco e persino, udite, udite mandare tutti a casa portando via il pallone dal campo; così è infatti in teoria, o perlomeno così dovrebbe essere. C'è però una grande anomalia: l'arbitro della partita è diretta emanazione dei giocatori stessi! Al riguardo, potrebbe qualcuno cortesemente indicarmi il nome di una qualsiasi disciplina sportiva ove siano gli stessi atleti in futura competizione tra loro che, prima del "match", si riuniscano in apposita assise per indicare, di comune, anche se maggioritario accordo e dopo acceso dibattito, l'arbitro che, insindacabilmente, dirigerà la loro gara? Non ce ne sono e da nessuna parte. In ogni sport che si rispetti, l'arbitro dell'incontro è infatti emanazione di un'autorità ben diversa e del tutto slegata dal coacervo istituzionalizzato degli atleti la cui gara dovrà appunto essere "arbitrata" dal giudice designato. Qualora invece la genesi del direttore di gara sia un fatto interno ad un unico emiciclo in cui siedono indistintamente tutti i futuri competitori, il risultato finale è soltanto quello che il cosiddetto "arbitro" che ne verrà fuori non potrà mai dimenticare da quale delle future squadre in campo egli sia stato designato ed in particolare quale sia il nome (o i nomi) del "capobastone" che abbia reso ciò possibile.
Alla luce di quanto sopra esposto, quale conclusiva considerazione ci si potrebbe di conseguenza aspettare, sempre nell'ottica di un mio ormai ben consolidato pessimismo della ragione? Credo che il cortese lettore non dovrebbe faticare molto a trarne le inevitabili conclusioni: "rebus sic stantibus" come suole dirsi, la vedo dura, sia per il paese che per il relativo, singolo cittadino "sovrano" (si per dire), soprattutto nel contesto dell'attuale civiltà tecnologica di massa. Questa volta però voglio tenere in serbo una sorpresa, tirandola fuori dal piccolo sacchetto ove sono riposti gli ultimi scampoli del mio sonnacchioso ottimismo della volontà: l'idea di una repubblica presidenziale.
Tale fattibilissima soluzione è infatti, e comprensibilmente, ostracizzata da tutti coloro che traggono diretto beneficio dall'attuale stato di cose:
a) I POLITICANTI DI PROFESSIONE, che in tal modo sono del tutto liberi di cantarsela e suonarsela a totale loro piacimento. Il predetto elettore "matitato" una volta restituito tale apposito attrezzo al presidente del seggio elettorale può essere tranquillamente dimenticato dagli eletti per i successivi cinque anni per restare soltanto titolare di un "diritto al mugugno" di marinaresca memoria, ma del tutto ininfluente per la quotidiana, concreta gestione dell'imbarcazione;
b) I MASS MEDIA, che sguazzano felicemente nella colorata, battaglia - tipo "wrestling" americano, dalle finte botte da orbi - ma sulla quale ci si può felicemente sbizzarrire con "scoop" giornalistici e seriosi approfondimenti buoni soltanto per l'"espace d'un matin", a cui la supposta dialettica "politica" può ben fornire inesauribile linfa vitale essendo essa del tutto artificiale e quindi perenne fonte di estemporanea "creatività";
c) Infine, e "ahimè", anche lo stesso POPOLO SOVRANO, che cosciente di come la partita, diciamo politica, si svolga in uno stadio lunare dall'impossibile coinvolgimento diretto ("ma tu cosa ti aspetti? hai "matitato" in libertà e vorresti ancora rompere le scatole?) conserva il pallido, residuale godimento di potersi accapigliare al bar (tipo post derby Roma - Lazio) con relativa, e tutto sommato divertente, amplificazione da parte delle stazioni radio locali interamente dedicate (h 24) alle vicende della maglia del cuore.
Una modifica costituzionale in senso presidenziale di diretta emanazione popolare, oltre che ad essere molto più rispettosa del generale sentire della gente, diciamo "minuto per minuto" (il capo della Stato potrebbe, in tal modo usare contemporaneamente entrambe le sue orecchie: una per ascoltare il popolo e l'altra il parlamento e giungere in tal modo ad una più equilibrata sintesi della realtà), consentirebbe infatti al giudice/arbitro di essere veramente efficace in quanto non più diretta emanazione soltanto dei giocatori in campo, ma anche del pubblico sugli spalti con la conseguenza che la sua personale valutazione arbitrale dovrà tenere conto dello svolgimento della gara sia nell'ottica del rispetto delle condivise regole della competizione nell'arena di gioco che delle ripercussioni che la condotta in campo degli atleti verrebbe ad avere sul pubblico, dopotutto, pagante.
Ci si arriverà mai per il bene di tutti? Non saprei, ma comunque me lo auguro sinceramente.
Roma, 25/9/2019
   
       
       
         
    POLITICA    
    di    
         
         
   

   
       
       
    POLITICA    
    di    
 
         
         
       
    POLITICA    
    di    
         
 
   
   
       
    POLITICA    
    di    
         
         
         
       
    POLITICA    
    di    
         
         
         
       
  Home Avanti  
Archivio Politica