PUNTO DI VISTA  
    di Antonino Provenzano    
       
    LETTERA AL DIRETTORE    
   
Caro Direttore,
non ce la faccio proprio a stare zitto dopo il, diciamo, "combinato disposto" delle previste elezioni politiche del 25 settembre prossimo ed il lucido appello di Cristofaro Sola. Soprattutto laddove egli invita gli amici moderati e liberali a riflettere se "questa mano elettorale essi la vogliano veramente vincere oppure no". Considerazione sacrosanta la sua, a condizione però che i predetti moderati e liberali - appositamente muniti di manuali, di storia politica italiana e di elementi di matematica - riflettano seriamente su alcune costanti della nostra erratica vicenda politica nazionale e ne traggano le dovute conseguenze. Altrimenti non si andrà da nessuna parte. Il "combinato disposto" (è proprio il caso di ripeterlo) di Storia e Matematica forniscono infatti il seguente scenario nazionale : come è noto, la nuova Camera dei deputati sarà composta da 400 membri e il nuovo Senato della Repubblica da 200 e, fin qui, diciamo, tutto bene. Inoltre, la vulgata corrente ci dice che il Centrodestra (o meglio, la relativa coalizione) dovrebbe ampiamente vincere il confronto elettorale essendo esso, udite, udite, "forza maggioritaria nel Paese (!)". Ed anche, fino a qui, più o meno, ci potremmo ancora stare.
C'è tuttavia un'ineludibile questione di fondo : "cosa significa, nella nostra ineffabile repubblica di tipo parlamentare (ripeto p.a.r.l.a.m.e.n.t.a.r.e, ) vincere le elezioni?" Secondo il "wishful thinking" degli addetti ai lavori del predetto Centrodestra e relativi sostenitori, un bel risultato congiunto del, diciamo, 44/47 % su base nazionale a favore di detta coalizione significherebbe uno schiacciante ed inequivocabile trionfo. Ma ne siamo proprio sicuri ?
Una fotografia aleggia infatti tra i miei sbiaditi ricordi di una trentina di anni fa: Bossi e Berlusconi.
Ricordate? Certamente quella fu una vittoria schiacciante in quanto anche imprevedibile, ma fu al contempo avvelenate da un "MA" grande, come suole dirsi, quanto una CASA : "Forza Italia" non raggiunse, infatti ed ahimè, il 50% +1 dei consensi nazionali (anzi molto meno) e dunque della relativa, necessaria rappresentanza parlamentare maggioritaria che le avrebbe permesso di governare da sola con la indimenticata, ed indimenticabile, conseguenza che Berlusconi dovette ricorrere al velenoso sostegno numerico dell'allora "strampalata" Lega di Unberto Bossi che ne minò le fondamenta portando il governo a prematura ed ingloriosa estinzione. Ciò premesso, ecco, secondo la mia modesta opinione, la conseguenza attualizzata (con l'aiuto della matematica) al prossimo 25 settembre: qualora il Centrodestra, presunto, acclamato "vincitore" della prossima consultazione elettorale non riuscisse a portare, da solo, in Parlamento almeno 201 deputati e 101 Senatori tutti quanti s.u.o.i., non ci sarebbe da gloriarsi di alcuna vittoria.
E' Infatti più che risaputo che i Presidenti della Repubblica, e certamente l'ultimo ed il penultimo, nonché Magistratura inquirente, Pubblica amministrazione, Giornaloni nazionali, reti televisive dominanti, Cultura VIP, Terzo settore, Europa (che sempre "ci chiede"), Stati Uniti d'America (che sempre "ci impongono") e cosiddetti "poteri forti" (qualunque cosa ciò possa mai significare) non propendono certamente - e qui sparo l'atomica dell'eufemismo(!) - verso"destra" e quindi, qualora dovesse mancare nei due rami del Parlamento anche un'inezia percentuale di voti per raggiungere la maggioranza assoluta ecco allora, e secondo me, i più prevedibili degli scenari conseguenti :
A) Il Centrodestra conquista in Parlamento la maggioranza r.e.l.a.t.i.v.a. dei rappresentanti e quindi, almeno per salvare la forma costituzionale, il Presidente della Repubblica non potrà non dare l'incarico esplorativo per formare il nuovo governo ad uno dei tre leader della coalizione : Meloni, o Salvini, o Berlusconi (o chi per loro),
B) I tre, essendo abbastanza accettati (seppur con vari distinguo) a destra, sono comunque odiatissimi - più per motivi culturali che effettivamente politici - a "sinistra" seppur condita questa da cespugli di evanescenti centristi, pronti peraltro ad ogni avventura che porti con se un qualche profumo di poltrona,
C) Al Centrodestra, secondo una vecchia, abusata, ma efficace metafora, potrebbe comunque venire a mancare il classico "soldo per fare una Lira", cioè quella manciata di voti parlamentari per raggiungere la maggioranza assoluta e poter così implementare il loro programma elettorale senza defatiganti compromessi al ribasso. Il Presidente della Repubblica si accorgerebbe allora che è pur vero che la coalizione di Centrodestra ha vinto le elezioni, ma è altrettanto vero che .... il PD potrebbe essere risultato il primo partito in Parlamento e che dunque, se tanto mi da tanto : "perché non dare invece un incarico esplorativo ad ... Enrico Letta ?”
D) E qui scoppierà purtroppo il "dramma" dei liberali moderati a cui si rivolge l'amico Cristofaro Sola : come si sarebbe detto una volta "per un punto Martin perse la cappa" e sarà proprio per quel punto che il Centrodestra NON potrà formare il suo nuovo governo restando bloccato e costernato di fronte a due drammatiche alternative, una peggiore dell'altra:
La prima: tornare all'opposizione lasciando, per causa di forza maggiore, il potere ancora in mano a quell'innaturale "insalate mista" fatta di PD e frutti di bosco centristi dal variegato sapore "all'essenza di Draghi" - ovvero, ed ancora peggio - la seconda: dover imbarcare nella propria compagine governativa di "destra" qualche disponibile "poltronista" di matrice pseudo centrista tendente a sinistra, attratto da visibilità e vantaggi di natura governativa, ma pronto alla peggiori giravolte tattiche in danno allo stesso Centrodestra dato che quest'ultimo, non dimentichiamolo, non è, ne mai potrà essere per lui, ne casa ne cosa.
Una possibile, per quanto forse immaginifica, soluzione?
Far si che l'accorato appello di Cristofaro Sola di "RIPRENDIAMOCI IL PAESE" non valga soltanto per i liberali e moderati della penisola, ma per tutti coloro che non ne possono più di governi calati da Presidenti, Magistrati, Amministratori, Giornaloni, Televisioni, Intellettuali di Regime, O.N.G. varie, Conferenza episcopale, Europa, Stati Uniti, e Poteri Forti "quanto basta" nel brodo di coltura PD tenuto dal "SISTEMA" sempre acceso a fiammella costante e che sognino invece di vincere questa mano elettorale per reimpossessarsi della gestione del proprio Paese.
Farneticazioni? Forse si, oppure no, ma soltanto ad un'unica ed imprescindibile condizione: che il Centrodestra sia pronto ad accollarsi tutto l'immane lavoro di rimettere in sesto il Paese (soprattutto nell'ambito delle riforme di struttura) entro l'arco di una sola legislatura senza pensare ne a sopravvivenze di vario genere, ne, men che meno, ad eventuali ri-elezioni. Per la destra di governo non dovrebbe poter esistere, alla fine della prossima legislatura, che un'unica e sola destinazione tra:
1) la collocazione nella imperitura "Hall of Fame" della Nazione oppure,
2) una ghigliottina politica, altrettanto irreversibile ed imperitura.
Ed i cittadini, dal canto loro, mostrino, come corpo elettorale nazionale ed almeno per una volta nell'arco della loro vita, i propri eventuali attributi e vadano in massa alle urne pronti a non lesinare - a tale destra di governo che fosse finalmente capace di restaurare, dopo oltre un decennio, una vera sovranità popolare in questo nostra disgraziata Italia - ne gli eventuali, gioiosi, memori, stra-meritati tributi, ne, al contrario, l'altrettanto eventuale, feroce e perpetuo vituperio, a seconda degli esiti finali di tale suo epocale ed irreversibile tentativo / esperienza.
Dal canto suo, la brava e credibile Giorgia Meloni abbia la piena consapevolezza che il treno dell'alta politica sta per effettuare per lei quell'unica imprevedibile e forse irripetibile fermata: che vi salga a bordo con la viva convinzione di voler intraprendere un viaggio verso la "S.T.O.R.I.A." e NON verso il prossimo S.O.N.D.A.G.G.I.O. settimanale del proprio "gradimento personale".
   
     
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