SOCIETA'  
    di Pietro Lignola    
       
    CERCANO IL MEGLIO E PRODUCONO IL PEGGIO    
   
Cari amici lettori,
ho resistito finché ne sono stato capace e, soprattutto, finché l'infezione virale (potremmo chiamarla "gretinite") che aveva colpito i media ha incominciato a regredire.
Ora credo sia arrivato il momento di discorrere dello "straordinario caso di Greta" e di un altro fenomeno che mi sembra in qualche modo connesso, il veganismo.
Siamo alla presenza di nuove ideologie che, se dovessero trionfare, rivaluterebbero il nazismo e il comunismo reale al livello d'innocui giochi da bambini.
Io non discuto che sia in corso un'epoca tropicale, poiché, come tutti, ho sofferto parecchio il caldo (odio l'aria condizionata) che, ridicolizzando le previsioni dei meteorologi, ci avviluppa da molti mesi. Sono convinto che l'inquinamento sia una cosa orribile e vada combattuto.
Amo gli animali e penso che la maggior parte di loro (a cominciare dai gatti e dai cani e, magari, escludendo mosche e zanzare) siano migliori degli uomini. Però…
Cominciamo dal riscaldamento del pianeta Terra.
Sono molti anni, ormai, che è in corso una speculazione su questo fenomeno, che viene attribuito a colpe dell'uomo. Suvvia! Non era necessario che cinquanta scienziati di chiara fama smentissero, con una lettera sottoscritta e inviata all'ONU, questa favola, grazie alla quale molti potenti si sono arricchiti, girando il mondo per tenere conferenze pagate a peso d'oro, organizzando costosissimi convegni internazionali e fondando enti capaci di raccogliere ricchissimi contributi.
Qualsiasi essere umano di media cultura (e, quindi, anche un ambientalista fanatico) sa benissimo che il clima cambia non soltanto da un'era geologica all'altra, ma anche da un evo all'altro e persino a intervalli più brevi.
Cirene e le altre città della Libia sono state civilissime e ricche di giardini, la Groenlandia è stata un paese verde, come rivela il suo nome. Certo, occorre perseguire in maniera drastica gli adulti che incendiano foreste per costruire città e i ragazzini che lo fanno per gioco (quelli di Sarno hanno più o meno l'età di Greta), gli industriali che inquinano fiumi e laghi con gli scarichi abusivi per risparmiare spese e aumentare i profitti, le compagnie di navigazione marittima e aerea che riversano gli scarichi sulle città, rendendo l'aria irrespirabile. L'uomo e i suoi misfatti, però, incidono soltanto per il cinque per cento sulla variazione termica del clima, che per il restante 95% discende da cause naturali.
Secondo: l'inquinamento. Si tratta di un fenomeno reale e indiscutibile.
Il nemico pubblico numero uno è la plastica, che invade ogni parte dell'ambiente e uccide troppi innocenti animali. Non siamo certo noi anziani a gradire l'usanza contemporanea dell'usa e getta. Io ricordo che, non molti anni fa, le bottiglie erano di vetro e venivano rese in cambio del piccolo deposito. Così si riusavano e non andavano ad accrescere le montagne dei rifiuti. Io non credo che tornare alla vecchia abitudine darebbe fastidio a qualcuno, se non ai produttori di bottiglie di plastica e, forse, ai coetanei di Greta adusi a lasciare le bottiglie nelle fontane e nelle aiuole. Non andiamo meglio con i solidi, i quali a volte sono rinchiusi in un doppio, se non addirittura in un triplo strato di plastica. Dovremmo smettere di acquistare i cibi preconfezionati e tornare all'antico uso della confezione in carta oleata.
Terzo, gli animali. Io, da quasi mezzo secolo ormai, non mangio carne di pollo; mi piaceva quando questi bipedi piumati razzolavano nei campi e nei cortili, nutrendosi di ciò che più loro aggradava. Da bambino avevo una gallina marrone, che si chiamava Filomena e che curai con lo Streptosil quando s'ammalò di pepitola. Morì di vecchiaia e la seppellimmo sottoterra, non nei nostri stomaci. Ho amato Pasquale, il cane pechinese che mi aveva scelto per padrone e che morì, anche lui di vecchiaia, ed ebbe degna sepoltura. Adoro il mio gatto Paolo, che ho scelto come padrone e che fortunatamente ha ancora molti anni da vivere.
Questo non significa che possa comprendere i vegani, seguaci di una nuova religione, i cui idoli sono gli animali di ogni specie. Non mi piace che gli animali siano uccisi senza una seria ragione, come a volte si fa, per esempio, con gli orsi e i lupi. Ma Dio (o, se non siete credenti, la Natura) ha previsto che gli animali carnivori si cibassero di altri animali e gli erbivori di creature vegetali. L'uomo è onnivoro: se Dio lo avesse voluto erbivoro, gli avrebbe fornito un rumine.
Perché mai, allora, non è giusto che gli umani si cibino di animali, come fanno le altre belve che non uccidono, loro, se non quando hanno fame? Ho visto, qualche sera fa, una zuffa in televisione fra vegani e "normali": se sono così buoni, perché diventano violenti se contraddetti? Mi sembra che questo sia un vizietto dilagante: Hitler e Stalin sono morti, ma ormai politici e frequentatori del web sembrano aver acquisito la stessa mentalità e, se ne avessero il potere, manderebbero all'altro mondo milioni di esseri umani. In fondo, anche quelle due brave persone erano convinte di agire per una giusta causa, si trattasse della dittatura del proletariato o del trionfo della razza ariana.
Per concludere, non ce l'ho con Greta. Con i gretini sì e più ancora con i nostri padroni che la usano come fa il puparo con le marionette. I gretini, lo abbiamo visto, manifestano e lasciano le piazze colme di rifiuti; i padroni sono quelli che si arricchiscono producendo la plastica e altre diavolerie.
A me non piace essere preso in giro.
 
 
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