SOCIETA'  
    di Lino Lavorgna    
 
    DROGHE DI STATO: A VOLTE RITORNANO    
   
A VOLTE RITORNANO" è un celebre film horror tratto da una raccolta di racconti di Stephen King. Parla di delinquenti morti che, a distanza di anni, ritornano nelle vesti di zombi seminando il terrore tra inermi cittadini.
A VOLTE RITORNANO, pertanto, è un titolo azzeccato per parlare delle insulse proposte di chi vorrebbe legalizzare le droghe, che di tanto in tanto affiorano nella cronaca quotidiana, terrorizzando la componente sana della società.
Questa volta è Beppe Grillo che ha smosso le acque, lanciando l'ennesima proposta referendaria per depenalizzare la cannabis e aprire la strada alla legalizzazione. Sono trascorsi solo pochi anni, ma sembra davvero lontana la stagione felice che, grazie alle gesta di un manipolo di cavalieri della tavola rotonda, ha fatto emergere il tanto marcio prodotto da intere generazioni di fetentoni al potere.
Peccato che i novelli cavalieri, compreso il loro Re Artù, non hanno impiegato molto tempo a comprendere, una volta assisi su comode poltrone, che era molto più conveniente togliersi di dosso la pesante armatura e trasformarsi in scudieri proprio di quei fetentoni che avevano fieramente combattuto.Che cosa replicare, quindi, al guitto nazionale e ai tanti sostenitori di erbe puzzolenti e polverine bianche? A loro nulla, perché a certi soggetti non vale la pena conferire dignità interlocutoria, soprattutto su materie così delicate, e la risposta più opportuna è un silenzioso disprezzo.
Agli altri, invece, soprattutto ai giovani, ricordiamo con forza che l'unica droga valida di cui devono nutrirsi si chiama "cultura". Non si facciano abbagliare, quindi, dai falsi miti di una società allo sbando e dalle chiacchiere dei mistificatori interessati. Non esistono droghe leggere, come hanno ben dimostrato tanti illustri scienziati e fior di studiosi, tra i quali figura il più grande psicoterapeuta italiano, Claudio Risé, autore di saggi che sono vera medicina per lo spirito, tra i quali spicca quello dedicato proprio alla cannabis, la cui lettura dovrebbe essere imposta nelle scuole: Cannabis - Come perdere la testa e a volte la vita, Edizioni San Paolo, 2007.
Siccome non è lecito sperare che la scuola possa assolvere a un siffatto nobile proposito (è più facile trovare docenti sostenitori della liberalizzazione, tra l'altro) ciascun lettore di questo articolo farebbe cosa buona e giusta se ne acquistasse almeno due copie: una per sé e una seconda da donare a qualche giovane. Sofocle sosteneva che l'opera umana più bella è di essere utile al prossimo.
Se il prossimo è composto da giovani che sbandano soprattutto per gli errori commessi da noi adulti, incapaci di lasciare in eredità un mondo decente, aiutarli a uscire dal tunnel, prima ancora che un'opera bella, si configura come un preciso dovere, equivalente a un grosso debito da onorare a ogni costo.
 
 
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