TEMA DI COPERTINA  
    di Massimo Sergenti    
       
    QUALCUNO CI RENDA L'ANIMA    
   
Sono sessantuno anni che l'Europa, nel mentre continua ad annunciare tanti lodevoli intenti, puntualmente si attiva (o resta inerme) per smentirli nei fatti. Uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia che si sta trasformando in tanti Stati di polizia con il restringimento della privacy e delle libertà personali, in un contesto dove i sistemi di intelligence colloquiano con difficoltà, in un'area dove il mandato di cattura con valenza comunitaria è ammesso solo per un esiguo numero di reati. Senza considerare, poi, le disuguali politiche doganali soprattutto degli Stati periferici le cui frontiere sono quelle, ormai, dell'Unione.
La tanto decantata lotta alla concorrenza sleale, peraltro, continua a non considerare la diversità dei sistemi impositivi, né ha in animo di varare un processo, sia pur tendenziale, per renderli uniformi. Le politiche ambientali sono difformi e lo sono anche le disposizioni codicistiche e legislative inerenti il diritto societario. Sono anche dissimili (profondamente, a volte) le politiche economiche, quelle sociali e quelle inerenti il diritto del lavoro. Così come lo sono le medie retributive.
E se ciò riguarda lo spazio interno, nella proiezione esterna tamquam non esset. Non c'è stata occasione dove l'Unione, di fronte agli innumerevoli problemi che l'hanno toccata da vicino, abbia fatto sentire la sua voce. Potrei elencarli ma, a parte la notorietà, sarebbe nient'altro che un cahier de doléances la cui esplicitazione non farebbe altro che rafforzare quanto detto.
Ma, vivaddio, almeno in un campo la coesione è 'palpabile' …. opps, è tangibile: in quello sessuale. E di ciò, possiamo gioiosamente compiacerci perché l'evoluzione è stata ed è la risultante di un mutuo scambio. Infatti, la distanza che in materia sessuale ci separa dalla firma del Trattato di Roma è abissale, a prescindere dai punti di partenza rispettivi, perché una tale evoluzione non ha riguardato solo lo scambio di esperienze bensì è la risultate di una scambievole azione con i piani del costume, generazionale, culturale e sociale.
Quasi, una reciproca, diretta, alimentazione che, intanto, ha fatto sì che oggi in Europa, in ciascun Paese europeo, il sesso non sia più un tabù, non vi sia più un accostamento titubante, cauto, persino ipocrita, nel trattarlo e non si manifesti più ritrosia, vera o falsa che fosse, nel dichiarare-mostrare la propria disponibilità a 'farlo', dopo (questo sì) un periodo di conoscenza temporalmente variabile da Paese a Paese (tutti, comunque, brevi).
Tra le spinte evolutive, la prima la possiamo sicuramente trovare nella possibilità per le persone di frequentarsi e di conoscersi. Ad esempio, si pensi all'autostop degli anni '60 e '70, alle vetturette 500 per i fortunati, che in ogni caso limitavano il raggio d'azione ai confini nazionali, e, di contro, si osservino le vaste opportunità che oggi hanno i giovani di viaggiare: dai mega-raduni canori e religiosi nelle più disparate località del globo, alla frequentazione di corsi universitari in Università estere, alle vacanze persino esotiche; il tutto facilitato dai viaggi low cost.
E tutto ciò ha consentito ai giovani lo scambio di esperienze, l'acquisizione di conoscenze, la pratica di 'riti', potremmo dire, accettati, o comunque non osteggiati, in taluni Paesi la cui legislazione e la cui cultura non reprime, né mai lo ha fatto, la pratica sessuale, a differenza di altri Paesi (l'Italia degli anni '50 ad esempio) dove bastava il decolté giudicato eccessivo perché la donna che lo mostrava venisse schiaffeggiata pubblicamente da un uomo che negli anni a venire sarebbe addirittura divenuto Presidente della Repubblica.
Il fatto, comunque, di viaggiare, incontrare, conoscere non è, invero, solo appannaggio dei giovani anche perché oggi il lavoro - sia esso dirigenziale, da quadro o da tecnico - porta sempre più a spostarsi da un Paese all'altro: si vedano le multinazionali, ad esempio, dove il solo fatto di partecipare a seminari o corsi formativi tenuti nei diversi Paesi implica non solo l'apprendimento dello scopo formativo ma anche l'acquisizione di atteggiamenti culturali, sociali, di costume sia dai colleghi ospitanti che dagli altri colleghi ospiti. E, comunque, si pensi all'odierna esigenza delle aziende di internazionalizzarsi sempre più.
In ogni caso, vale anche per i non più giovani la possibilità di spostarsi per diporto verso mete lontane ove, insieme ai costumi locali, apprendere quelli degli altri 'vacanzieri' dei più disparati Paesi.
Questa 'omologazione' di atteggiamenti culturali, è frutto e, a sua volta, alimenta due ulteriori, distinti percorsi: da un lato, verso un atteggiamento di sempre maggiore riflessione (o, se si preferisce, di distacco) verso principi dottrinari e religiosi e, dall'altro lato, verso il sesso, in una ricerca sempre più veloce, con una disponibilità sempre più manifesta, in un'evidenza sempre più plateale, con un'offerta sempre più sensazionale.
È il caso dell'Italia degli anni '70 che, nonostante ospitasse (e ospiti) la sede della massima autorità religiosa cattolica, varò la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza, o della Spagna degli anni 2000 che nonostante la sua cattolicissima cultura ha varato una legge sul matrimonio gay. E, di converso, è il caso dei Paesi dell'Est dove, caduto il muro e ripristinata la democrazia, al ritorno ufficiale della religione non sono seguiti inasprimenti nei costumi sessuali, alquanto 'liberi' durante i settant'anni del passato regime ateo.
Ma è anche il caso, come si diceva, dell'evidenza manifesta e sensazionale del sesso nelle sue più disparate manifestazioni: dall'orgoglio gay, impensabile fino a non molti anni or sono anche nei Paesi europei più liberisti o nelle mentalità più libertarie, alla massiccia, variegata presenza dello stesso su Internet sotto forma di siti europei in costante crescita. Infatti, sulla 'grande ragnatela mondiale' il Web appunto, le offerte di 'sesso europeo' si sprecano.
A chi non è capitato, per caso o volutamente, di digitare sulla stringa di ricerca del browser una parola attinente il sesso (se non proprio 'sesso') e vedersi scodellare l'offerta di milioni di pagine virtuali da leggere, consultare o, più semplicemente, visionare?
Dalle escort di Milano, alle prostitute di Roma, dalle 'modelle' di Parigi o di Praga alle accompagnatrici di Berlino o di Madrid, dai transessuali di Napoli a quelli portoghesi, dai gay francesi a quelli belgi, dai locali hard olandesi ai quartieri a luci rosse di Parigi, Londra, Amburgo, Bruxelles, Monaco di Baviera, Budapest, ecc.
E poi, foto e filmati hard fatti da professionisti del sesso europeo oppure, indifferentemente da dilettanti per il semplice gusto dell'esibizione; e, ancora, offerte di sottomissione o dominazione sotto la voce BDSM - bondage sadomaso -, feticismo, bukkake (eiaculazione sul viso della partner), squirt (esibizione di eiaculazione femminile), spanking (sculacciate prevalentemente sul sedere della partner), e tante altre amenità del genere.
Ma non basta. Attraverso la 'grande ragnatela mondiale', da anni si può 'chattare', nel senso di scriversi in tempo reale, vedersi, parlarsi, scambiarsi files musicali, fotografici o video. Attraverso 'la grande ragnatela' ci si può proporre a terzi con tanto di foto e descrizione tra le più disparate, delle proprie, personali, caratteristiche e preferenze (da quelle culturali e hobbistiche a quelle sessuali); si possono, altresì, fissare incontri e, successivamente, commentare tali incontri in forum (ovviamente virtuali) o, addirittura, farne pubblicazioni specifiche (siti) che alimentano il mondo già estremamente variegato del sesso sul Web.
Si possono inoltre combinare, in abitazioni private o locali attrezzati, scambi di partner per coppie annoiate quando non partecipare ad 'ammucchiate' organizzate presso club privé adeguatamente pubblicizzati sul web. E non solo. A mezzo del web, oggi, si possono acquistare articoli particolari che coadiuvano, stimolano, accompagnano o sostituiscono il sesso con un/a partner: vibro-massaggiatori ed elettrostimolatori a singola o duplice funzione, nonché falli, vagine, ani e bocche in puro lattice e di varia misura quando non, addirittura, apparecchi elettro-meccanici, le cd. "fuck machine" che simulano, in maniera instancabile, la usuale azione ripetitiva della penetrazione e già sono commercializzate le prime "robottane" a poco più di diecimila euro.
Tutto ciò, come ogni rivoluzione che si rispetti, ha comportato aspetti positivi e negativi. È indiscutibile l'aspetto positivo dell'attenuazione della cultura sessuofobica soprattutto dell'Europa del sud e, particolarmente, dell'Italia. Non si registra più, infatti, un atteggiamento fobico verso concetti vetero-culturali quali la verginità, ad esempio, da conservare quale 'dono al proprio sposo. Anche perché, con il divorzio dilagante e l'abitudine ad 'accompagnarsi', anche più volte, sarebbe difficile ripetere ex novo un tale 'cadeau'. C'è anche da dire che oggi con la chirurgia estetica si possono fare miracoli ma, di solito, le donne preferiscono rifarsi il viso piuttosto che l'imene.
Analogamente, sono venuti meno i tabù a parlarne fino al punto di prevedere un'apposita istruzione scolastica ovvero meritorie campagne di prevenzione da malattie sessuali quando non dalla tanto temuta HIV o AIDS che dir si voglia. C'è, infatti, chi sostiene a livello politico (i liberal-democratici inglesi, ad esempio) l'importanza di una adeguata istruzione sessuale sin dalla scuola dell'obbligo - 7 anni, come il caso svedese - per ridurre il numero di aborti e di gravidanze indesiderate. Di contro, il partito conservatore anglosassone, a fronte anche dell'involuzione dell'indice demografico, invita gli inglesi a fare più sesso e ad avere più figli per ringiovanire la società e migliorare l'economia. Non mancano, del resto, campagne pubblicitarie, non solo commerciali ma anche istituzionali, sull'uso del profilattico.
Una positiva evoluzione, quindi, che tuttavia avrebbe dovuto lasciare più spazio a valori quali la considerazione della persona che vive al nostro fianco, il rispetto verso la stessa, l'osmosi esaltante di una vita in comune, la sublimazione del patrimonio esperienziale di una coppia, il riversare affetto e insegnamenti/esperienze verso figli e nipoti; e tutto ciò a prescindere dall'imene intatto o dall'incolumità del frenulo.
In realtà, senza peccare di bigottismo, ciò che è scaduta insieme alla verginità, all'intolleranza verso le diversità sessuali e ai tabù sessuali in genere, è la considerazione della persona. Nel senso che ogni cosa attinente al sesso è divenuta, quando non fine a sé stessa, motivo commerciale se non di rilevanza penale.
È, indubbiamente, un po' forte come affermazione ma il fatto è che, a prescindere dai casi di pedopornofilia addirittura presente sul web, il sesso, oggi, si tende a considerarlo ed a ricercarlo, nel migliore dei casi, come terapia salutare e come rimedio alla solitudine, alla depressione e allo stress, mentre nel peggiore, come articolo commerciale.
Come intendere, diversamente, il successo europeo del prodotto dell'azienda americana Safe sax di Portland, Oregon, consistente in sacche, borse, astucci, ecc., fatte unicamente di profilattici colorati? L'unica nota consolante, a personale parere, è la dichiarata devoluzione degli incassi a favore delle associazioni che assistono malati di AIDS. Ed ancora. Sex-toys di ogni forma e colore, ordinabili anche su Internet, fanno capolino persino dagli scaffali dei supermercati Sono colorati, giocosi, persino a forma di paperetta o di pinguino. In Francia, ad esempio, si trovano ovunque.
Ed infine. Come considerare, contrariamente, il successo del libro di Lewis Wingrove, in Italia edito da Salani con il nome di 'Me la dai la mail?' Un libro che compendia le problematiche del nostro tempo sul sesso e sul quale libro, perciò, giova spendere qualche parola in più.
In sostanza, l'autore racconta le sue positive avances sul web verso l'altro sesso, all'interno di un anno: cinquantadue donne contattate via chat con la maggioranza delle quali - oltre il 50% - c'è stato successivamente un rapporto sessuale.
E fin qui nulla di particolare rispetto ai 40 milioni di frequentatori/trici single della chat; il bello è che le 52 donne, le loro caratteristiche anatomiche e le loro performances sessuali hanno formato oggetto di apposite schede prima pubblicate su un blog - jeniquecestmythique - e poi riportate nel libro.
Lewis Wingrove, oggi prossimo sessantenne, è nato in Inghilterra, vive a Lione, ha due figlie da un matrimonio fallito e, almeno al tempo della prima edizione del libro, faceva il pubblicitario freelance. In principio fu solo un frequentatore di un sito di incontri online con il nickname 'Nick'. Poi venne il blog con quasi tre milioni di visite nei primi quattro mesi d'avvio.
Infine, il libro dove Wingrove sostiene di aver conosciuto così tante rappresentati dell'altro sesso solo in base ad alcuni banali accorgimenti: curare bene la propria scheda di presentazione (in chat), dare il primo appuntamento al bar, non al ristorante, così da non impiegare una serata intera in caso di qualsivoglia incompatibilità, ricordarsi 'quelle cose alle quali le donne tengono, i loro gusti, particolari insignificanti'. Le regole del gioco: la possibilità di vedere subito una foto, di telefonarsi quasi subito, di incontrarsi entro una settimana dal contatto.
Voti con le stelline, come per la critica dei film, a donne suddivise per categorie: lingerie, seno, sedere, performances sessuali (quali e come), tasso di charme, look, grado di tenerezza e complicità. Difficile trovare qualcosa di più politicamente scorretto. "Lo so che è brutale - dice Wingrove - ma è quel che fanno tutti, anche le donne, dopo un appuntamento: dare le pagelle".
Numeri di una meticolosità da far invidia all'Istat. Cinquantadue abbordate (in media 40 anni). Con il 52% ci è andato al letto, con il 42% nulla, con il 6% solo flirt. Di quelle 27 con cui ha fatto sesso, il 63% ha ceduto subito, il 15% entro 24 ore, il 22% pochi giorni dopo. Nel 77% dei casi, a prendere l'iniziativa sono state le ragazze. Tredici erano brune, 8 bionde, 4 castane, 2 rosse. Due 'scopate atomiche' (le ricorda così), 15 'eccellenti', 12 'soddisfacenti', 3 'disastri'. Quindici sono diventate sue amiche, 4 amiche "carissime". Con 2 ha avuto storie d'amore. "Finite, entrambe."
Non c'è, quindi, dubbio alcuno che insieme all'assenza di considerazione delle persone esista anche un problema di buon gusto. Un aspetto del quale, in passato, l'Europa non ha mai difettato ma da oggi comincia a mostrare carenze, anche con la sua mania di importare mode e culture, neanche difettasse dell'une e delle altre.
Ed il futuro, a questo riguardo, non è roseo. A New York, ad esempio, i musei non mancano: oltre ai più importanti che raccolgono celebri opere d'arte, esistono anche musei per appassionati come quello dei pompieri, della polizia e ... dulcis in fundo, quello del sesso, in piena Fifth Avenue.
Proprio in quest'ultimo, per tre mesi, sono stati organizzati dei workshop: serate dedicate a donne intrepide che voglio sempre stupire i propri uomini. Durante il primo corso, la relatrice ed ex stripteaser Ducky Doolittle, ha dispensato alla folta platea di donne consigli su come sorprendere la persona con la quale si sta da molto tempo.
Oltre a lezioni di portamento e suggerimenti classici, sono 'saltate fuori' alcune trovate più audaci come questa: quando arrivate con lui al ristorante andate in bagno, toglietevi le mutandine e mettetele nel piatto del vostro "lui"...
Che dire? Per parafrasare il grande Renato, qualcuno ci renda l'anima.
   
   
         
    TEMA DI COPERTINA    
    di Francesco Diacceto    
       
    SE LI CONOSCI, LI EVITI    
   
Secondo le indicazioni del nostro direttore, questo numero del giornale dev'essere all'insegna della leggerezza: dare la possibilità ai lettori di poter 'sfogliare' la rivista sui loro tablets sotto l'ombrellone, senza che il loro benessere psico-fisico possa essere alterato da argomenti e ragionamenti troppo impegnativi. La parola d'ordine: evitare il benché minimo stress. Così, ecco l'argomento clou: il sesso, per giunta matto.
Non so cosa si possa intendere per matto: forse strano? Del tipo inteso da Carlo Verdone nel film 'Viaggi di nozze' dove, nei panni di Ivano, dice a Claudia Gerini, nei panni di Jessica, sua anticonformista sposa, 'Ao, famolo strano?' Nel senso che, a denotare la 'stranezza' concorrono situazioni e luoghi particolari dove avviene il 'fatto' (ristorante, macchina, ascensore, acquafan, ecc.)? Oppure, nel modo inteso da Dino Risi nel suo 'Sessomatto' dove, per matto, può essere inteso 'bizzarro'? Nel senso che si tendono più a considerare gli aspetti strambi? Ad esempio, tra i nove episodi, un cameriere, Giancarlo Giannini, che, una mattina, non sa come svegliare la 'padrona', la conturbante Laura Antonelli; così, dopo titubanti prove, finisce per mettere in atto l'approccio 'decisivo'? Oppure, Giannini/Antonelli nei panni di due coniugi 'baraccati', in sostanza barboni, che si accusano l'un l'altro di tradimento, se le danno di santa ragione e, poi, eccitati dalle percosse, 'consumano'?
O, meglio ancora, per 'matto' è preferibile intendere quel 'sottile filo rosso' tra 'sadomaso' e 'sottomissione', noiosamente rappresentato, a mio avviso, da quelle centocinquanta sfumature, tra nero, grigio e rosso, che la scrittrice E.L. James ha esplorato prima con la 'mente' di 'lei' e che ora pensa di bissare, nelle stesse sfumature, con la 'mente' di 'lui? E se, invece, considerassimo il 'matto' sul piano del 'paradossale'? Ricordo le mie 'pruderie' giovanili e la memoria mi scodella un'immagine del '72 dove una piacente Linda Lovelance, nelle vesti di una prostituta freelance, cerca di capire come mai non possa raggiungere l'orgasmo. Così, dopo svariati e approfonditi tentativi, peraltro esperiti con un volenteroso dottore, scoprirà di avere il clitoride nel profondo della gola.
E tutto ciò senza considerare per 'matto' le aberrazioni' del sesso che pure, come le cronache e lo stesso web ci dimostrano, trovano solerti, affezionati interpreti.
Insomma, atteso che il 'sesso' è di per sé un'attività gioiosa e felicitante, c'è da chiedersi se tale definizione possa attagliarsi anche alle pratiche 'strane', 'bizzarre', 'paradossali' o 'aberranti'. Forse, nelle menti di quest'ultimi artefici l'effetto desiderato è inscindibilmente legato a tali situazioni, senza le quali viene meno l'effetto stesso. E, se così fosse, come non chiedersi se tali interpreti, tesi a ricercare il loro piacere sia pur con la premessa delle 'assurdità', siano consapevoli dell'anormalità del loro essere.
Perché, se ne fossero consapevoli, essi tenderebbero a sfuggire la società, sarebbero coscienti del rifiuto sociale e, quindi, condurrebbero una vita schivi di ogni rapporto umano. Se, invece, non lo fossero o, meglio, se nel loro delirio mentale arrivassero addirittura a giudicare la società stessa come un branco di ottusi, di 'limitati' e sé stessi e le loro convinzioni come 'fari nella tempesta', essi condurrebbero una vita 'normale', protesi a cercare rapporti e attenzioni nell'ambito delle 'normali' attività di facciata che svolgono.
Non so se ho reso l'idea. Certo … si potrebbe rendere un esempio che consenta la comprensione del concetto e non mi viene in mente altro se non la politica o, meglio, le espressioni di taluni soggetti che si dicono 'operatori' in quell'ambito. E, tra le prime, mi sovvengono quelle recenti di Tito Boeri, affermato presidente dell'INPS che, in velata critica alla politica del vice ministro Salvini in merito agli immigrati, afferma che questi sono utili per le casse dell'Istituto.
Ora, io non voglio confrontarmi, neppure idealmente, con un tecnico di quel livello ma, sommessamente, mi domando: forse voleva dire che è l''occupazione' ad essere utile alle casse dell'Istituto. E se così fosse da intendere allora perché non auspicare l'assunzione di giovani, colpiti al 40% dalla disoccupazione e dall'inoccupazione? E, in un'ottica buonista, se invece il sommo assicuratore italiano avesse voluto dire che necessitano persone che svolgano alcuni lavori, tipo colf e badanti? Ebbene, anche in quel caso Boeri dovrebbe sapere che rapporti di quel tipo sono già in massima parte occupati da filippine, romene, polacche; quest'ultime già 'cittadine' comunitarie.
Per il resto, con tutto il rispetto, non vedo quale tipo di aiuto, quale specifica preparazione possano offrire al mondo del lavoro nigeriani e nigerini, senegalesi, malinesi, costavoriani, ecc. In ogni caso, perché per i già presenti in Italia il presidente Boeri non diviene, invece, il vessillifero di una vera battaglia contro il 'caporalato' e l'evasione contributiva dal momento che buona parte dei migranti 'residenti' sono impiegati in agricoltura, senza uno straccio di tutela e, quindi, senza il minimo beneficio per le casse dell'INPS?
Forse, vuole inseguire Calenda sul piano della 'tecnica intraprendente' ma dovrebbe sapere che, in tale ipotesi, gli unici ambiti che gli resteranno tra non molto, saranno quelli della Lega, di Cinquestelle, di Forza e di Fratelli Italia. Il PD, in tutta evidenza, se dovesse persistere nella sua incapacità di darsi un'immagine, nonostante i ventisette anni trascorsi dalla sua nascita dalle ceneri del PCI, è destinato all'estinzione, non certo a vantaggio di LeU il quale è e resterà una frazione per analogo problema.
E, a proposito di Leu, che pensare della Boldrini la quale, recentemente, ha (anche lei) esternato i suoi più reconditi pensieri a proposito di Salvini in un'intervista al giornale online The Post International. "Salvini? Un bullo, indegno anti-italiano, si crede forte ma nessuno gli dà retta. Spero che ai suoi figli non avvenga ciò che lui sta riservando a tanti bambini. Ha fatto un patto con l'Ungheria sacrificando gli interessi degli italiani. …. L'Italia porterà alla disgregazione l'Ue.".
Apro un inciso. Ma perché non tacciono certe persone? È la ricerca spasmodica di attenzione alla quale mi riferivo, anche nell'affermare a viva voce delle consapevoli fake. Chiuso l'inciso e tralasciando il 'bullo', mi chiedo in cosa possa essere anti-italiano Salvini. Forse, l'onorevole Boldrini non sa che il ministro dell'Interno ha ricevuto persino il plauso da ministri tedeschi, che, quasi testualmente, hanno apprezzato il fatto che, finalmente, l'Italia stia dimostrando di possedere una forza politica e che la stia impiegando per costringere l'Unione a darsi una confacente politica. Dirò di più: a bassa voce, si dolgono (i tedeschi) di non avere la stessa determinazione e incisività.
Salvini non ha fatto, notoriamente, un patto con l'Ungheria ma ammesso per un attimo che l'abbia fatto, in cosa questo comporterebbe un sacrificio per gli italiani? E, ancora. Come potrebbe fare l'Italia a portare l'UE alla disgregazione? Forse perché la sta costringendo ad esprimersi, per la prima volta, con univoca voce? Perché, in questo caso, la rinforzerebbe e, forse, le consentirebbe di intervenire con maggiore efficacia nel risolvere condizioni e salvare vite. Oppure, la determinazione salviniana potrebbe 'distruggere' quell'insipiente' atteggiamento che la UE ha sempre mantenuto e togliere così alla Boldrini la malevola occasione per parlare?
Il fatto è che l'insipienza dell'Unione ben si sposa con l'insipienza della ex presidente della Camera. Quanti sanno che ella, dal 1998 al 2012 (ben quattordici anni) ha ricoperto l'incarico di portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati per il Sud Europa? Non risulta, peraltro, che in quell'incarico, quello di portavoce si pensi, ella abbia proposto efficaci politiche o abbia condotto valenti battaglie.
Peraltro, non si può neanche dire che ella abbia una costanza nelle sue 'certezze' politiche: dalla SI (Sinistra Italiana) a SEL (Sinistra ecologia e libertà), al Gruppo misto, a LeU (Liberi e Uguali). In ogni caso, si potrebbe dire che ha comunque 'militato' in formazioni di 'sinistra'. Ebbene, è alquanto facile obiettare che l'unica iniziativa definibile di 'sinistra' degli ultimi vent'anni l'ha assunta Di Maio con il 'reddito di cittadinanza'. Ma, poi, quali consensi ha suscitato in quelle formazioni, visto che se non era per il listino bloccato ben pochi l'avevano votata e sarebbe rimasta 'a spasso'.
Ed anche nella elezione a Presidente della Camera, ella è stata il frutto di insipienza dell'intera classe politica che ha dato vita, nel 2013, alla XVII legislatura con l'accordo PD-PdL-SC (Scelta Civica) -UdC-PpI (Partito popolare Italiano) -RI (Rinnovamento Italiano). Parte di quelle formazioni, peraltro, si sono sciolte come neve al sole. Una legislatura, quella, che ha visto l'elezione a presidente del consiglio del mite Letta, soppiantato dopo neppure un anno da Renzi, neppure eletto. Del resto, non mi risulta che quella legislatura abbia prodotto significativi risultati. Anzi, si può dire che, in tanta insipienza, l'assolutismo vanaglorioso renziano abbia avviato il maggior partito di sinistra verso l'oblio e, in conseguenza, abbia configurato gli stessi destini per l'ex maggiore partito di centro-destra.
Già. L'assolutismo vanaglorioso renziano …. Stupisce che l'ex presidente del consiglio, in nulla memore dei suoi trascorsi, tratti Salvini da 'egemone' e da 'dispotico: si può pensare che egli abbia dimenticato il modo con il quale trattava avversari e 'alleati'? Si può scordare il sarcasmo adoperato fino al punto di 'precisare' alla Camusso che nell'iphone non va messo il gettone? Certamente no. E, al tempo stesso, si può tralasciare il fatto che è stato proprio il suo 'assolutismo vanaglorioso' a far 'rivoltare' la sua base, fino al punto da bocciargli il referendum, e ad indurre i 'suoi dirigenti' ad uscirsene per dar vita a nuove formazioni?
Peraltro, dopo tutta la nota sarabanda, meraviglia che l'ex premier abbia manifestato il desiderio di diventare un 'presentatore con un suo programma. Lo scopo sarebbe quello di illustrare le bellezze di Firenze. A dar retta ai 'beninformati', la trattativa sarebbe alternativamente con Netflix e con Mediaset (bah!!!). Ecco, l'augurio è che qualora vi sia una trattativa e vada in porto, l'informazione sulle bellezze di Firenze sia più attendibile di quella 'politica'.
A questo punto, mi corre l'obbligo di fare una sentita precisazione: i personaggi citati, ovviamente, non hanno nulla a che fare con le riflessioni di poc'anzi sul sesso: l'unico accostamento è concettuale tra i 'patiti dell'aberrazione' che, pur consapevoli dei divieti del codice, restano convinti che la società sia bigotta, e i 'patiti dell'attenzione', che pur consapevoli del rifiuto popolare, restano convinti che senza di loro è 'il buio' e pur di emergere nell'attenzione sparano 'bischerate'.
Comunque, a proposito del sesso, basta stare lontani da forme 'strane' di accoppiamento e, in ogni caso, è bene assumere le necessarie precauzioni: è essenziale proteggersi, in ogni senso. Perché, se consapevoli, si evitano i pericoli. Un po' come le avvertenze per l'AIDS.

   
       
       
         
    TEMA DI COPERTINA    
    di Antonino Provenzano    
       
    SESSO MATTO? NO, PURTROPPO, MORTO!    
   
Ma come si fa a non avere consapevolezza della propria - un tempo, ahimè - grande fortuna? Come è possibile non aver conservato nulla delle proprie più significative esperienze? Come riuscire ad essere così ciechi da non vedere come un dono gratuito - tanto più reale quanto meno direttamente percepito dagli occhi - si trasformi in postumo, consapevole, nostalgico rimpianto soltanto quando esso ci viene sottratto da imprevedibili sopravvenienze storiche per essere poi tragicamente sostituito da artificiali endorfine cerebrali di origine chimica?
Cosa intendo dire? Semplicemente che noi italiani, volenti o nolenti "cattolici" da sempre, abbiamo, nel corso dell'ultimo cinquantennio, gettato irresponsabilmente in mare quell'eccezionale stato di grazia di cui abbiamo goduto inconsapevolmente per circa una quindicina di secoli. Mi riferisco al privilegio di aver usufruito di un erotismo condito col più potente afrodisiaco esistente in natura (altro che Viagra o "aiutini" vari) e cioè il suo condizionamento socio/morale di matrice religiosa. E con esso la proibizione, il peccato, il senso di colpa. coniugati al pericolo, alla paura, all'incertezza, al rischio ed alla conseguente, commisurata gratificazione. Come non capire che senza tali "supporti" di natura psicologica il desiderio sessuale (e relativo appagamento) sia, di per se stesso, un fugace, mero piacere fisico non dissimile da tanti altri di vitale intensità come fame, sete, sonno etc.? E' evidente che io parli ovviamente da obsoleto maschio anziano, di pura razza meridionale italica, di cultura cattolica (anche se molto tiepidamente praticata) e temo quindi che tali mie considerazioni possano valere soltanto, e forse, per chi ha già da tempo in testa i suoi bravi capelli bianchi. Rimango tuttavia convinto che l'atto sessuale in se senza adeguata cornice di "anticipation" (per i maschi) e successivo "cuddling" (per le femmine) non sia molto dissimile dal tracannare, assetati, una "birra ghiacciata ad Alessandria" o inghiottire un panino al prosciutto dopo una mattinata di cammino in montagna. Non per nulla Giacomo Casanova, che al riguardo vantava certamente qualche esperienza, affermava come il momento più bello dell'amore fosse quando, strettamente allacciati, si salivano insieme le scale per dirigersi verso la camera da letto.
Quindi, allegria! Tutti insieme appassionatamente di corsa verso Ibiza (o svariati equivalenti), per ininterrotte giornate di uno stolto, monadico dimenarsi "h 24" (ballare è un'altra cosa, diciamo un più gratificante aperitivo) da parte dei figli e figlie della nostra moribonda civiltà occidentale colpita da fatale sindrome di omologata massificazione. Uomini dalla perduta identità maschile, donne orbate di quella femminile. Tutti confusi nell'illusoria ebbrezza di un sesso immediato a seguito di fugace sguardo da discoteca. Interazione pseudo erotica questa che, in termini di mera "anticipation" (almeno per quanto riguarda i "marziani" maschi della specie) ben regge, purtroppo, la concorrenza con quella forchetta sollevata in aria in attesa del delizioso tuffo nel fumante piatto di spaghetti al pomodoro - e si, sono proprio italiano! - con fogliolina di basilico "'n coppa". Per quanto concerne invece l'esigenza di un gratificante successivo "cuddling" da parte della malcapitata "venusiana" femmina della fattispecie, debbo purtroppo stendere un velo di pietoso scetticismo mancando io di qualsiasi diretta esperienza al riguardo. E non mi si venga a dire da parte di moraleggianti censori di maniera - sapete, ne esistono ancora - che ormai tale apparente "erotismo di massa" mostra aspetti di deplorevole natura orgiastica, in quanto non c'è neanche quella. Affinché si possa infatti verificare quella particolare situazione chiamata appunto orgia (di storica memoria, tanto per intenderci) è necessario che vi sia in atto una qualche prevaricazione di un sesso, qualunque esso sia, sull'altro. In una società politicamente corretta e dai conclamati diritti paritari con relativa equiparazione uomini/donne dogmaticamente conclamata ed a costante rischio di AVVOCATO, l'"orgia" di per se stessa non può sostanziarsi. Essa può soltanto trasformarsi in una sorte di informe, ibrida ammucchiata. Ibiza "et similia" celebrano dunque un rito affatto erotico, condito appena da scampoli residuali di triste parodia di adescamento sessuale svuotato di quella essenza psicologica che fino a non molti anni orsono (almeno per la nostra cultura latina di matrice umanistica e NON naturalistica) ci apparteneva.
Sesso senza magia, senza estasi (con conseguente ineludibile dolore), senza vincoli, senza restrizioni, senza la paura di farsi del male? Una conchiglia vuota, a perdere, buona soltanto ad una esponenziale esigenza di ulteriori, infinite conchiglie vuote, sparse sulla spiaggia di Ibiza.
Credo quindi che i pretenziosi riti erotico-sessuali che si ripeteranno ineluttabilmente anche nel corso della corrente estate, non celebreranno alcuna apoteosi di un "sesso matto", ma soltanto un'ulteriore funerale in memoria (e soltanto in quella) del Cupido, al tempo estatico e doloroso, del tempo fu.
   
       
       
         
    TEMA DI COPERTINA    
    di Gustavo Peri    
       
    BAMBOLE GONFIABILI PER TUTTI!    
    Quando ero giovane gli omosessuali erano classificati come malati mentali ed anche la transessualità aveva la stessa classificazione.
Si vagheggiava di Casablanca quale meta obbligatoria per chi volesse armeggiare sulla propria identità sessuale.
Negli ultimi decenni le scienze psichiatriche e comportamentali hanno fatto autocritica e l'Organizzazione mondiale della Sanità ha provveduto alla cancellazione di tali modi di essere dal novero delle patologie della mente. Solo da qualche settimana l'"incongruenza di genere" non fa più parte dei disordini mentali internazionalmente classificati.
Tra le motivazioni alla decisione vi è stata anche quella di eliminare la forte stigmatizzazione per le persone "transgender". Fin qui nulla da obiettare, ciascuno ha diritto alla propria libertà, compresa quella sul proprio corpo, purché non vi sia danno per gli altri.
Tuttavia un codicillo a margine della decisione dell'Oms lascia perplessi: si è deciso di lasciare la transessualità in uno speciale e nuovo capitolo dell'Indice internazionale delle patologie, riservato alla salute sessuale, in ragione del "notevole bisogno di importanti cure sanitarie" (cioè le operazioni chirurgiche, le cure ormonali ed i vari trattamenti per "manutenere" la nuova identità sessuale).
La perplessità, sull'astruso compromesso: ti cancello senza cancellarti, riguarda il fatto che tale riconoscimento implica lo scarico dei relativi costi sulla sanità pubblica generale di quei Paesi che hanno una sanità pubblica universale, come l'Italia.
Ora, posto che la propria soddisfazione sessuale, meriti tutela sanitaria pubblica, non si comprende perché, gli altri cittadini, i cosiddetti "normali", non possano ottenere dal Servizio Sanitario Nazionale tutti quei gadget che si trovano nei Sexyshop e, che stando alle promesse dei fabbricanti e dei venditori, garantirebbero alti livelli di soddisfacimento sessuale. E perchè mai, un uomo ossessionato ed ostacolato dalla piccolezza dei suoi attributi deve pagarsi il chirurgo plastico, che per un altro è gratis perché a carico del Servizio sanitario, per trovare sollievo?
   
       
       
         
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