TEMA DI COPERTINA  
    di Antonino Provenzano    
       
    FONDAMENTALISMI, CHE DIRE DI SUA MAESTA' IL PIL?    
   

Non posso sottrarmi all’obbligo di iniziare con un grazie ad un economista e filosofo (persona a me vicinissima e cara) che mi ha ispirato la seguente storiella o magari, se volete, parabola.

E’ una bella mattinata di primavera frizzante e luminosa. Siedo al tavolino di un caffè posto sul marciapiede di una grande piazza trafficata da vetture e passanti. A qualche metro da me inizia un attraversamento pedonale con strisce bianche e relativo semaforo. Divago tra pensieri leggeri e sfumati. Di tanto in tanto mi si affaccia alla mente l’usuale saluto che, regolare compagno del primo assaggio della cena quotidiana, mi giunge dal televisore : “grazie SPETTATRICI e spettatori !” esclama la piacente ed elegantissima signora conduttrice di un programma di approfondimento – si fa per dire - della cronaca politica quotidiana. Ella mi appare peraltro come  interprete di due ruoli contraddittori : quello di vestale dell’ “empirico” e, nel contempo, di sacerdotessa del “politicamente corretto”. E ciò, mentre con indubbia abilità mediatica appronta, da consumatA chef di una sorta di “cucina degli avanzi”, un pranzetto di scipite pietanze prettamente descrittive della corrente fase politica e regolarmente concluso dall’ovvio finale: “ ad ogni modo staremo a vedere ” . E cos’altro mai potrebbe ella fare?.

   Sfuma dalla mente la visione della bionda conduttrice e mi rimetto ad osservare la piazza. Ad un tratto mi accorgo che stanno per verificarsi in contemporanea due distinti eventi. A destra una anziana signora, curata nel vestire e dal portamento austero di chi è abituato a comandare, inizia ad attraversare le strisce con lo sguardo fisso sull’omino verde del semaforo. Da lei traspare l’esplicita consapevolezza di esercitare un suo pieno diritto. A sinistra invece sopraggiunge un SUV argentato condotto da una giovane donna, anch’ella di rito alto borghese (acconciatura perfetta e lenti da sole super griffate lo certificano attraverso i vetri dei finestrini), che viaggia velocemente, con gli occhi incollati allo smartphone e nella evidente non consapevolezza che, cosi procedendo, l’impatto con l’anziana passante sarebbe stato inevitabile. Vedo i due fotogrammi in progressivo avvicinamento.

   A questo punto, come direbbe il sublime Maurizio Crozza in versione Paolo Sorrentino, ” … stacco ! ”  e torno con la mente alla piacente signora che accompagna, televisivamente parlando, i miei pranzi serotini. Il reiterato menù della sua “cucina del fatto accaduto” ruota da mesi intorno ad un unica pietanza : la CRESCITA del PIL ovvero – Dio ce ne scampi ! - la sua eventuale DEcrescita.

  Croce, delizia, speranza e disperazione del nostro vivere quotidiano, questo stramaledetto PIL, foriero di tristezze, preoccupazioni ed ansie alla nostra condizione di cittadini italiani .

     La spigliata vestale/sacerdotessa ne officia il rito, gira l’intruglio, lo rigira, lo rimescola, lo assaggia, lo condivide con i presenti, talvolta osanna, tal’altra condanna. Con maestria induce i corifei alla implicita, magnificazione di chi nel passato abbia assicurato un asserito sviluppo di detto PIL; al contrario, induce al correlato vituperio di tutti coloro che, al momento, ne sembrino causa di un’ inaccettabile rachitismo. La chiesa culturale, politica, economica, di fatto esistenziale, di cui ella è “MinistrA da combattimento” ha infatti decretato : “ In principio era il PIL, divinità celeste. Esso oggi abita tra noi e nulla può ormai avere senso al di fuori di esso ”.

    Il Prodotto Interno Lordo è verità, è bene assoluto, nulla - ma proprio nulla - di buono potrebbe mai verificarsi senza la sua costante CRESCITA. Beato chi se ne fa sacerdote e seguace. Sia invece sprofondato nella Geenna colui che non riponga in tale crescita una piena fiducia salvifica.

      Altro “stacco” Crozza/Sorrentiniano dal rimugino televisivo e relativo fondamentalismo e mi focalizzo nuovamente sul vicino zebrato pedonale. La scena è ferma all’ultimo fotogramma : SUV e anziana passante sono ancora statici nella loro rotta di collisione in cui li avevo lasciati pochi istanti prima. L’immagine è però modificata da un particolare prima non notato : sul frondoso platano posto dall’altra parte della piazza è apparsa improvvisamente una scritta (del tipo, per intenderci, di  “in hoc signo vinces”) fatta di luci lampeggianti:

    “ATTENZIONE” : il PIL osserva, pregasi non deludere !”

 Continuo a tenere bloccata la moviola mentale e, con occhio alla frase, rimango sul fermo immagine prefigurando i due possibili scenari di quanto sta per accadere :

    SCENARIO 1) :

    L’anziana signora continua ad attraversare mentre la giovane al volante continua a leggere i suoi messaggini. L’urto è tremendo. La pedona, investita in pieno dal veicolo, si solleva per aria di qualche metro e ripiomba sull’asfalto rimanendo a terra inerte. La guidatrice del SUV resasi ormai conto dell’ ormai ineluttabile tragedia, inchioda i freni, sbanda e si arresta qualche metro oltre le strisce. Il fatto è consumato, gli astanti sono sconcertati e commossi.

   SCENARIO 2) :

   L’anziana continua ad attraversare, la giovane al volante alza per un istante gli occhi dal telefonino, capisce che sta andando troppo veloce, la sua traiettoria punta dritta all’inconsapevole pedone. Ma ecco che una manzoniana, “provvida man dal cielo” scende in soccorso. La conduttrice stringe il volante, frena alla disperata, scarta per pochi centimetri il potenziale bersaglio e con stridio di pneumatici arresta il veicolo. Fortunatamente (ma per chi ?, lo vedremo) nessuno si fa male, tutti sono incolumi. I testimoni della scena, me compreso, tirano un UMANO sospiro di sollievo !

  Non si dimentichi però che, oltre agli astanti, si trova sul luogo uno spettatore DISUMANO, ma molto interessato ai possibili sviluppi dell’ evento. Dall’alto del platano, questi “tifa” intensamente, ma soltanto per UNA delle due possibilità. Chi è mai costui ? Esso è purtroppo l’onnipresente

                    “PRODOTTO INTERNO LORDO”

Sa bene infatti che unicamente lo SCENARIO N° 1, potrebbe produrrebbe una lunga serie di ghiotte conseguenze, tutte FATTURABILI:

Elenchiamole :

1)      Arrivo dell’ambulanza,

2)      Ricovero in pronto soccorso,

3)      Primi interventi d’urgenza,

4)      Trasferimento in reparto di terapia intensiva,

5)      Successivo trasloco in lussuosa clinica privata cinque stelle (la signora investita può ben permetterselo ed è inoltre superassicurata)

6)      Svariati interventi chirurgici  (con annessi costi di chirurgia, anestesie, utilizzo sale operatorie “et similia”),

7)      Auspicato (dal PIL) decesso della paziente per sopravvenuta emorragia interna e liquidazione, a piè di lista, di due settimane di degenza presso la predetta, lussuosa struttura sanitaria,

8)      Funerale di prima classe per la “fu” malcapitata,

9)      Addobbi e spese cimiteriali,

10)  Apertura della successione con relativi esborsi legali e notarili,

11)  Avvio di conflitti successori tra molti potenziali eredi della deceduta che, supponiamo, non abbia, nonostante l’età, ancora redatto testamento per la destinazione dei suoi svariati possedimenti,

12)  Spese legali per le successive liti (tre gradi di giudizio) tra quei presunti eredi che ritengano di essere stati pretermessi,

13)  Avvio del procedimento penale per omicidio stradale a carico della giovane conduttrice del SUV con relative spese legali, patrimoniali, assicurative e quant’altro,

14)  ……. e potrei continuare questo elenco all’infinito.

Per la CRESCITA, un’ottima occasione. Il PIL avrebbe in tal caso di che leccarsi le dita.

  Al contrario, con lo SCENARIO  N° 2, NULLA di tutto ciò : non un singolo esborso, non una peregrina, solitaria prestazione (il semplice spavento purtroppo non è monetizzabile). Al PIL non resta che rattristarsene e ripiegare in buon ordine, nient’altro.

A questo punto penso di poter uscire dalla metafora, bloccare definitivamente la moviola ed arrestarmi del tutto all’attimo prima che possa verificarsi una della due eventualità (impatto si, impatto no) e passare a trascrivere qui di seguito una definizione liberamente tratta da Wikipedia :

 “Per FONDAMENTALISMO si intende genericamente qualunque interpretazione di fonte ritenuta “sacrale” che assuma i relativi precetti appunto a fondamento, rifiutandone ogni lettura che possa essere anche in minimo contrasto con la sua forma meramente letterale”. Di sicuro, oggi, PIL e relativa Crescita.

Ritengo quindi che la deferente lettura in termini assolutistici che si fa oggi della crescita, ovvero - Dio guardi – di una malaugurata decrescita del Prodotto Interno Lordo sia aberrante, disumana come una qualsiasi cosa che (anche se di per se stessa, forse, non intrinsecamente malvagia) venga assurta in modo dogmatico ad unico  TOTEM. Mi domando dunque : è accettabile che una sorta di MOLOCH artificialmente prodotto dalla mente degli umani diventi dominatore della nostre coscienze e quindi di buona parte del modo di percepire i valori della nostra avventura esistenziale ? Ebbene, purtroppo, si ! Si può, è già successo nel corso della storia umana.  Ci si è genuflessi infinite volte davanti a qualche effimero idolo/illusione. Oggi tocca al PIL, termine che peraltro contiene in se l’aggettivo “lordo”, sinonimo di “sporco”    E ciò, con ottima pace di tutti gli attuali genuflessi (televisivamente parlando e non solo) adoratori di una qualche presunta, salvifica, fallocratica “crescita”.

    Torno per un’ultima volta al mio caffè mattutino nella bella piazza, e mi domando : in che mondo ci siamo ridotti a vivere dal momento che un osannato metro di misurazione della supposta “qualità” della nostra esistenza potrebbe ritenere fatto oggettivamente auspicabile, cioè di segno positivo (+), una cruenta strage di inermi vecchiette piuttosto che un loro episodico, ma del tutto innocuo, attimo di spavento? 

Roma li, 01 dicembre 2018

 

   
   
         
    TEMA DI COPERTINA    
    di Andrea Torresi    
       
    QUESTIONE DI SQUILIBRIO ESISTENZIALE    
    La definizione convenzionalmente attribuita al fondamentalismo, tratta dal dizionario dematerializzato oggi più consultato, risulta essere una qualunque interpretazione letterale e dogmatica di testi sacri che assuma i precetti in essi contenuti a fondamentali, rifiutando quindi ogni ideologia od interpretazione anche minimamente in contrasto con essi.
Pertanto si può essere indotti ad individuare il fondamentalismo unicamente nella sua manifestazione più visibile, quella di natura religiosa ed in effetti come non prendere atto della sua ricorrente presenza nei dibattiti sui temi trattati dai media, e no che non ci siano valide ragioni, considerati i reiterati fatti di cronaca nera.
Si è indotti ad intenderlo in tal senso anche perché sono state attribuite delle coordinate spazio temporali all'origine del termine, appunto nato negli Stati Uniti al principio del Novecento per indicare una corrente della religione protestante; risulterebbe allora essere un fenomeno circoscritto se non nel tempo quantomeno nell'origine della sua manifestazione, basti pensare di cosa si è macchiata la chiesa cattolica nel corso dei secoli.
Se però volessimo esaminare il fondamentalismo nella sua essenza, intendendo come essenza la dinamica della psiche che porta taluni uomini a considerare queste forme di assoluto squilibrio come verità giuste ed assolute da difendere e diffondere, spesso a tutti i costi con la violenza non solo psicologica ma anche fisica, perché istintivamente per l'uomo il fine giustifica i mezzi, allora ci troveremo a dover considerare che di manifestazioni di squilibri siamo pieni.
Tracce di fondamentalismo, non a caso molto meno dibattute ed avversate, ve ne sono ovunque, da quello politico a quello sportivo, da quello alimentare a quello morale.
Si può allora asserire che l'uomo ha una certa tendenza, più o meno squilibrata, a volersi posizionare sotto una bandiera, qualunque cosa questa rappresenti.
Perché ciò accade?
Al di là della propensione dell'uomo a riconoscere come giuste e spesso indiscutibili delle verità non derivate dalla propria esperienza bensì fatte proprie acriticamente per tramite di parole proferite da terzi, meccanismo riconducibile ad una tendenza a non riuscire di fatto ad essere libero perché bisognoso di essere indirizzato per rimanere ancorato alla vita, esprimendo così un modo improprio per dar senso all'esistenza e da questo trarne stabilità.
Ritengo che ciò accada perché nel corso della vita, inconsciamente, gli interrogativi esistenziali si pongono e si ripropongono all'attenzione spesso sotto mentite spoglie, spoglie che possono avere il sapore amaro della sofferenza, dell'angoscia esistenziale, appunto della mancanza di equilibri, della incapacità di gestire i fondamentali dell'esistenza, o spesso anche attraverso la continua e spasmodica ricerca della materialità, che pur se novativa, non appaga e non colma comunque. Quest'ultimo lo potremmo definire il fondamentalismo dell'apparire.
Prendendo ad esempio il fondamentalismo religioso si può facilmente asserire che di religio ha ben poco, anzi si è del tutto allontanato dal senso del Dio amato perché nell'esaltazione dell'ego si ingenera l'altrui sopraffazione, la prepotenza e l'arroganza generano la superbia e nella superbia si commette il più grosso crimine verso Dio.
Il ragionamento sopra esposto non è così diverso nel risultato da altre considerazioni possibili sulle diverse manifestazioni del fondamentalismo, si pensi all'alimentazione quando questa è vissuta come chiave interpretativa della vita dell'uomo e del benessere del pianeta o quando si vede nel proprio partito politico il bene assoluto ed un riferimento inalienabile ed indiscutibile.
Allora che cosa rimane se non il fondamentalismo? Rimane quindi una propensione dell'uomo ad una volontà di potenza disarticolata ed ostinata all'alienazione dalla natura nel quale l'uomo, alienato da sé stesso, è sofferente e lo rimane se non è in grado di trovare le capacità per dar ascolto ad un discorso ordinato che ponga equilibrio all'esistenza.
   
       
       
         
    TEMA DI COPERTINA    
di Anonimo
       
LETTERA A UN MUSULMANO
    Questa lettera circolava su Whatsapp dopo gli attentati di Parigi avvenuti nel 2015 e ci è stata segnalata dal nipote di un nostro collaboratore, giovane ricercatore presso una prestigiosa università francese. La pubblichiamo dopo aver apportato solo alcune correzioni sintattiche perché in linea con il tema del mese.


Egregio cittadino musulmano,
vorrei poter scrivere caro AMICO musulmano, ma purtroppo non posso.
L'amicizia è una cosa seria. Significa fidarsi, condividere progetti e valori.
L'amicizia è quella cosa che il "barbaro e peccatore" occidente ti ha offerto e che tu hai fatto finta di accettare, ben sapendo che non possiamo essere amici.
La tua fede, che ti lascio coltivare senza interferire, non è compatibile con la società in cui tanto insistentemente pretendi di essere accolto e integrato.
Ho letto il Corano, il tuo libro sacro, in cerca di uno spiraglio per una pacifica convivenza. Non l'ho trovato, perché non c'è.
La tua fede non ammette interpretazioni: la "Sunna" è la Legge.
Devi sapere, però, che noi occidentali abbiamo lottato e sofferto per la nostra Libertà anche di fronte agli Dei!
Sin dai tempi remoti affermiamo il principio che l'uomo è padrone del suo destino, capitano della sua anima. Non ci siamo mai inginocchiati. E' anche grazie a queste lotte secolari, fautrici della nostra libertà, che ti è permesso di venire qui, a casa nostra, di essere libero di professare la tua fede, di pretendere, offendere e addirittura ucciderci!
Odio l'ipocrisia e pertanto ti dico senza tanti giri di parole che non possiamo essere amici, perché tu non mi rispetti.
La tua fede ammette la schiavitù, la poligamia, le punizioni corporali a moglie e figli, non riconosce i diritti delle donne e degli omosessuali.
Nel tuo libro, è scritto chiaramente che "devi" uccidermi, dal momento che non professo la tua fede! Potrei elencarti tutti i versetti in cui ti è ordinato di farlo, versetti che ovviamente conosci bene. Cosa non meno grave la prescrizione che ti "impedisce" di obbedire alle leggi emanate da coloro che tu chiami "infedeli" e che invece sono persone con pari diritti e pari doveri.
Affinché tu possa essere mio amico dovresti distaccarti dal tuo libro; non pensare che Religione e Stato siano la stessa cosa; lasciare a tua moglie quella libertà che concedi a te stesso; a tua figlia di scegliere autonomamente l'indirizzo che vuole dare alla propria vita, di indossare la minigonna se le piace, di ascoltare la musica che preferisce, di viaggiare da sola e fare le proprie esperienze, proprio come noi lo permettiamo alle nostre figlie; dovresti rinunciare alla poligamia, che è una pratica ignobile e offensiva di ogni presupposto di civiltà, non solo della dignità delle donne; dovresti rispettare la mia cultura e i miei simboli e, se vivi nel mio paese, le leggi emanate da chi governa, anche se non ti piacciono, perché le leggi si rispettano.
Tu, però, non puoi fare queste cose e quindi non potrai mai essere mio amico. E la tua presenza a casa mia, senza i succitati presupposti, risulta fastidiosa e sgradita, perché genera paura e disagio. Di fatto tu non puoi stare qui. Per il bene mio, pertanto, ma anche per il tuo, te ne devi andare. Sarai il benvenuto solo quando sarai pronto a separare la tua vita spirituale da quella secolare e avrai imparato a rispettare il prossimo, a cominciare dalle donne e bambini.
Per noi occidentali la religione è una scelta e non un'imposizione e questo deve valere per chiunque voglia convivere con noi.
Le azioni terroristiche ci stanno facendo male e non nascondiamo la paura. Non nascondiamo, altresì, che le vostre minacce e le vostre azioni criminali stanno facendo riemergere i lati più oscuri del nostro essere. E' una reazione naturale alla vostra ignobile arroganza.
Sappi, però, che non riuscirete mai a vincere. Per ora avete portato la guerra e la paura nelle nostre strade e ci avete colti impreparati nel fronteggiarvi adeguatamente. Ma pensi davvero che durerà così per sempre? Se non tornerete sui vostri passi accadrà davvero ciò che nessuno vuole, perché a quel punto la guerra, che noi sappiamo combattere seppur ripudiamo, sarà senza esclusione di colpi. E pensare che potevamo essere amici!!!
Tu vuoi "convertirmi". Ma questo non avverrà mai e non ti lascerò uccidere chi non la pensa come te. Difenderò me e i miei compatrioti europei fino all'ultimo respiro e proiettile, con le unghie e con i denti, come hanno fatto i miei nonni, i loro nonni e chi vi era prima di loro. Questa terra è imbevuta del sangue dei miei avi! Io sono Italiano, Francese, Tedesco, Austriaco, Belga, Inglese, Spagnolo, Portoghese, Irlandese… in una sola parola: sono EUROPEO! Appartengo alla genia di Enea, Achille, Alessandro, Cesare, Omero, Dante, Napoleone, Riccardo, Scipione, Adelchi, Carlo, Lotario, Ottone, Wallace, a quella di artisti, letterati, scienziati, che hanno "irrorato" il mondo con la loro Grandezza!
Abbiamo combattuto alle Termopili, Maratona, Poitiers, Vienna, Gerusalemme, Lepanto.
Noi non ci inginocchiamo e spargiamo il sale sulle ceneri dei nostri nemici, dopo averli cancellati.
Detto questo, consentimi di darti un'altra notizia che spero possa aprirti la mente.
Tra le tante cose che predicate vi è la distruzione dello Stato di Israele.
Tu ti senti superiore a un Ebreo, di fatto, e questo noi lo chiamiamo razzismo.
Veniamo ai fatti.
Da fonti facilmente consultabili in rete, nel mondo vi sono 1.600.000.000 di musulmani. Attualmente! Se consideriamo il numero di musulmani presenti sulla terra dalla fine del 1800 in poi, la cifra cresce esponenzialmente in modo impressionante.
Gli Ebrei, invece, in tutto il mondo non sono più di 14.000.000. Pur volendo aggiungere quelli delle generazioni precedenti, l'incremento è davvero irrisorio: forse non arriviamo nemmeno a trenta milioni d'individui. Perché ho scelto proprio la fine dell'ottocento come periodo di riferimento? Perché nel 1901 è stato varato il PREMIO NOBEL, attribuito annualmente a persone che si siano distinte nei diversi campi dello scibile umano, apportando considerevoli benefici per le loro ricerche, scoperte, invenzioni, per l'opera letteraria e l'impegno a favore della pace mondiale.
Sai quanti Premi Nobel sono stati assegnati ai tuoi simili? Sicuramente no. Te lo dico io: SETTE!
Letteratura: 1988 Nagib Mahfooz.
Pace: 1978. Mohammed Anwar el Sadat; 1990 Elias James Corey; 1994 Yasser Arafat; 1999 Ahmed Zewai.
Medicina: 1960 Peter Brian Medawar; 1998 Ferid Mourad.
Sai, invece, quanti PREMI NOBEL sono stati assegnati a cittadini Ebrei? Beh, siediti prima di leggere, altrimenti cadi: sono ben CENTOTRENTACINQUE! (Ne mancano sicuramente molti altri con radici ebraiche).

Letteratura:
1910 Paul Heyse
1927 Henri Bergson
1958 Boris Pasternak
1966 Shmueal Yosef Agnon
1966 Nelly Sachs
1975 Saul Bellow
1978 Isaac Singer
1981 Elias canetti
1987 Yosef Brodsky
1991 Nadine Gordimer
Pace:
1911 Alfred Fried
1911 Tobias Asser
1968 Renè Cassin
1973 Henri Kissinger
1978 Menachem Begin
1986 Elie Wiesel
1994 Shimon Perez
1994 Yitzak Rabin
Fisica
1905 Adolph von Baeyer
1906 Henri Moissan
1907 Albert Michelson
1908 Garbriel Lippmann
1910 Otto Wallach
1915 Richard Willstaetter
1918 Fritz Haber
1921 Albert Einstein
1922 Niels Bohr
1925 James Franck
1925 Gustav Hertz
1943 Gustev Stern
1943 George Cjarles de Hevesy
1944 Isidor Rabi
1952 Felx Bloch
1954 Max Born
1958 Igor Tamm
1959 Emilio Segre
1960 Donald Glaser
1961 Robert Hoffstadter
1961 Melvin Calvin
1962 Lev Davidovitch Landay
1962 Max Perutz
1965 Richard Feynmann
1965 Julian Schwinger
1969 Morrai Gell-Man
1971 Dennis Gabor
1972 William Stein
1973 Brian Josephson
1975 Benjamim Mottleson
1976 Burton Richter
1977 Ilya Prigogine
1978 Arno Allan Penzias
1978 Petere. L. Kapitza
1979 Stephen Weinberg
1979 Sheldon Glashow
1979 Herber Charles Brown
1980 Paul Berg
1980 Walter Gilbert
1981 Roald Hoffmann
1982 Aaron Klug
1985 Albert Hauptmann
1985 Jerome Karle
1986 Dudley Herchbach
1988 Leon Ledermann
1988 Robert Huber
1988Melvin Schwartz
1988 Jack Steinberger
1989 Sidney Haltman
1990 Jerome Friedman
1992 Ridolph Marcus
1995 Martin Perl
2000 Alan. J. Heeger
Economia:
1970 Paul Samuelson
1971 Simon Kutznetz
1972 Kenneth Arrow
1975 Leonid Kantorowitch
1976 Milton Fiedman
1978 Herbert Simon
1980 Lawrence Robert Klein
1985 Franco Modigliani
1987 Robert Solow
1990 Harry Marcovitz
1990 Merton Miller
1992 Gary Becker
1993 Robert Vogel
2002 Daniel Kahneman
2005 Robert J. Aumann
Medicina:
1908 Elie Metchnikoff
1908 Paul Erlich
1914 Robert Barany
192 Otto Meyerhof
1930 Karl Landsteiner
1931 Otto Wardburg
1936 Otto Loewi
1944 Josef Erlanger
1944 Herbert Spencer Gasser
1945 Ernst Chain
1946 Herman Mueller
1950 Tadeus Reichstein
1952 Selman Abraham Waksman
1953 Hans Krebs
1953 Fritz Lippmann
1958 Josua Leberberg
1959 Arthur Kornberg
1964 Konrad Bloch
1965 Francois Jacob
1965 Abdreè Lwoff
1967 George Wald
1968 Marshal Nierenberg
1969 Salvador Luria
1970 Julius Axelrod
1970 Sir Bernard Katz
1972 Gerald Edelman
1975 Howard Tenin
1976 Baruch Blumberg
1977 Roselyn Yalow
1978 Daniel Natans
1980 Baruj Benecerraf
1984 Cesar Milstein
1985 Michael Stewart Brown
1985 Josef Goldstein
1986 Stanley Cohen e Rita Levy Montalcini
1988 Gertrude Elion
1985 Arolda Varmus
1981 Ervin Neher
1991 Bert Sackmann
1993 Richard Roberts
1993 Philip Sharp
1994 Alfred Gilman
1995 Edward B. Lewis
Chimica
2003: Aaron Ciechanover
2004: Avram Hershko
2009: Ada E. Yonath
2011: Dan Shechtman
2013: Arieh Warshel
Sai cosa significa tutto questo? Prendendo come numero base i trenta milioni di Ebrei presenti sul pianeta dalla fine del 1800, rapportandoli "esclusivamente" al miliardo e seicento milioni di musulmani "attualmente" viventi (essendo complicato stabilire un numero esatto che tenga conto anche di quelli vissuti dal 1800 in poi), possiamo sviluppare la seguente proporzione: 135:30.000.000 = x:1.600.000.000. Il che vuol dire che gli Ebrei, con una popolazione analoga a quella musulmana, avrebbero vinto +/- 7.200 PREMI NOBEL! O il doppio, volendo considerare l'incremento numerico dovuto alle generazioni precedenti!
Non provi un pizzico di vergogna di fronte a queste cifre?
Gli Ebrei non promuovono il lavaggio del cervello dei bambini nei campi di addestramento militare, insegnando loro come farsi esplodere e causare la morte di tante persone! Non dirottano aeroplani, non uccidono atleti alle olimpiadi, non si fanno esplodere nei ristoranti tedeschi, non ammazzano i giornalisti nelle loro redazioni o inermi cittadini intenti ad ascoltare della musica in qualche locale. Non distruggono chiese, non predicano l'uccisione di chi non la pensi come loro.
Non provi un pizzico di vergogna di fronte a questi fatti?
Forse dovresti. Anzi ne dovresti provare tanta. E cambiare vita.
Un italiano di Francia, cittadino d'Europa.


   
       
       
         
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